domenica 7 luglio 2013

LASCIA ANDARE LA STORIA


Arrivano le prime impressioni, le prime opinioni, le prime critiche al mio romanzo.
Messaggi personali, commenti su facebook, conversazioni sulla chattina, persino messaggi inattesi da persone che non conosco. 
Mi sento una nuvola persa che viaggia sullo specchio di un grande mare. 
Ancora non mi rendo bene conto di quello che succede quando ti esponi al giudizio del pubblico semplicemente pubblicando un libro.
Durante la presentazione, per la prima volta, ho capito cosa vuol dire "lasciare andare le storie": tutti le possono leggere e farle loro. 
Immaginano i personaggi come tu non li hai mai immaginati, ci trovano dentro significati che tu non hai mai pensato o cullato nella tua mente, ci rivivono sopra le loro emozioni, filtrate dall'esperienza personale. 
Io ascoltavo e cercavo di capire il potere dilaniante delle parole... non le mie... le parole in genere. 
Il potere evocativo che nascondono come una seconda pelle, una seconda natura.
Solo ora sono cosciente di quanto la storia di Danette, Denis e Dumas mi ha scavato un buco nel cuore e di come ci sono caduto dentro come un fesso.
Ho impiegato 3 anni della mia vita per scriverlo e farlo diventare quello che è ora... e 3 anni sono lunghi e complessi da gestire. 
Non importa se dopo questa storia ne ho scritte molte altre: quando torni sul "luogo del delitto"... quando pensi al calore del "primo amore"... tutto si accende di una luce verde fortissima.
Perdi pezzi di lucidità e il senso stesso del tempo... e torni lentamente a galleggiare nel vuoto.
Ammasso di molecole informi... alla deriva.

Ho visto un luccichio sorpreso negli occhi di qualcuno, e questo, a volte, ripaga il tuo sforzo più di mille parole.

sabato 6 luglio 2013

PROVE VIDEO


Sono passati due giorni dalla presentazione e sono ancora avvolto dalla piacevole sensazione di quell'indimenticabile serata. 
Non so se ne verranno altre (spero di sì), ma la prima resterà sempre la prima, e quindi unica, speciale, magica. 
Il mio cuore era da un pezzo che non batteva così forte e la mia lingua è riuscita a formulare qualche concetto con un minino di forma e di sostanza.
Sono stato travolto dalle manifestazioni di affetto e di stima, e tutto questo BENE me lo terrò stretto per i momenti di magra.
Ringrazio Gian Michele per avere realizzato con il suo iPhone un breve video della presentazione.
Rivedermi IN ACTION mi ha imbarazzato, emozionato e fatto dire ancora una volta: ma è tutto vero?



venerdì 5 luglio 2013

BATTESIMO DI FUOCO


Ieri, la mia prima presentazione ufficiale, mi ha regalato una valanga di emozioni difficili da descrivere e da contenere nel post di un blog. 
Arrivato in libreria alle 18:40, ho conosciuto Luca, il giovane libraio della libreria Koiné, e la mia relatrice Barbara Proli, con le lettrici che avrebbero da lì a poco dato vita alle pagine del mio libro. 
L'emozione era tanta - il cuore batteva come un tamburo dentro al petto - e in attesa del pubblico ho proposto di andare a bere qualcosa di forte per farmi coraggio e stimolare l'incoscienza. 
Mi sono fatto un Montenegro ghiaccio e arancio, seduto nella via principale di Porto Torres, e ho socializzato con le mie compagne d'avventura. 
Alle 19:15, quando sono rientrato in libreria, la sala era gremita: PANICO! E ora? Che faccio? Scappo? Resto? Fingo di essere un'altra persona?
Mi sono diretto verso il fondo della sala, dove mi aspettava Barbara con le lettrici Paola, Maria Stella e Sara, e mi sono accomodato davanti a un tavolino basso dove erano state sistemate diverse copie del romanzo.
Barbara ha acceso il microfono ed è partita... da quel momento io non ci ho capito più niente. 
Ascoltando le lettrici mi chiedevo: "Ma ho scritto io queste cose?"
Sono arrivate le domande e ho fatto del mio meglio per non sfilacciare il senso dei miei pensieri. Ero teso ed emozionato. Non è facile parlare di sé e delle cose che fai davanti a tante facce che ti scrutano con curiosità, ma ho deciso di essere semplicemente me stesso. 
Durante la lettura di un passaggio del romanzo mi sono persino commosso e ho fatto fatica a trattenere le lacrime. Il momento è stato intenso e ha scosso la sala... si percepiva una forte emozione, quasi palpabile tra gli sguardi e le parole non dette.
Alla fine delle letture sono arrivate le domande del pubblico... e anche qui ho fatto del mio meglio per essere onesto, diretto, semplice.
La firma del libro e la stesura delle dediche mi ha richiesto una mezz'ora buona. 
Ero seduto lì, con le persone che mi si avvicinavano e mi dicevano il nome e mi sorridevano, e io cercavo di non perdermi come mi capita di solito. 
Mi hanno persino chiesto una dedica a forma di LUMACHINE... all'inizio sono rimasto spiazzato, ma dopo qualche minuto di attesa, sono riuscito a realizzare la dedica grafica. 

Io posso solo dire grazie a tutti quelli che c'erano e a tutti quelli che mi hanno pensato per farmi sentire la loro forza anche da mondi molti lontani. 
Mi sono sentito amato... e questo capita molto di rado nella vita. 
Grazie a Barbara Proli e alle mitiche lettrici (sorridenti, belle, intense... grazie, grazie, grazie)...
Grazie a Luca, un misto tra un apache e un rocker... mi ha fatto piacere riconoscermi nei tuoi occhi scuri.
Grazie alla Farnesi Editore e alla mia editor Federica Gnomo... se il libro esiste è grazie a lei.
Grazie a mia madre e mio padre per avermi seguito in questo folle sogno.
Grazie alle mie sorelle... e a tutti gli amici che sono passati per dirmi... IO CI SONO!
Grazie a tutti gli sconosciuti che mi hanno ascoltato e hanno comprato il libro.

In attesa di buone nuove... si riprende a lavorare e a SOGNARE.



















Ho tra le mani anche un video... ma quello lo monto e lo carico con calma questa sera.

P.S. - grazie anche a Danette, Denis, Dumas e Polar... siete gli ultimi... ma non di certo per valore e importanza. 

mercoledì 3 luglio 2013

SORRISI SONORI


Ieri sera, la mia collega Lux, in un incontro-scontro in una zona di passaggio del ristorante, mi ha sorriso e, subito dopo, si è portata una mano alla bocca imbarazzata, arrossendo.
"Scusa" mi dice.
"Scusa cosa?", chiedo io.
"Come ti ho sorriso mi è scappata una puzzetta!"
"Mi vuoi dire che hai i muscoli anali collegati ai muscoli facciali?"
"Non mi era mai successo... che vergogna!"
"Ma no... dài... è una cosa carina..." ho risposto io, sorridendo a mia volta (questa volta senza emissione di rumori e di gas.)

Ho sorriso del suo imbarazzo palese e, immediatamente dopo, mi sono fatto qualche domanda.

Una su tutte: questo è l'effetto che faccio alle donne?

martedì 2 luglio 2013

IO NON LEGGO!


Qualche giorno fa sono passato nella cartolibreria dove rilego sempre i manoscritti da inviare a qualche concorso o a qualche casa editrice e, parlando con la ragazza che da anni mi serve, mi è venuto spontaneo avvertirla che finalmente il mio primo libro era  arrivato nelle librerie.
"Ma davvero? Sono contenta", mi risponde, continuando a impaginare i fogli del mio nuovo manoscritto.
"Sì, sono davvero felice... dopo tanti anni che ti rompo con le mie cose... ora sai che non hai lavorato invano."
"In bocca al lupo! Si trova anche nella libreria PincoPalla (ometto il vero nome per ovvie ragioni)?"
"Ma sai che non lo so? Senti, mi potresti fare un favore?"
"Dimmi."
"Puoi entrare a chiedere se hanno il mio libro?"
"Certo. Nessun problema."
Prende un foglio, si appunta il mio nome e il titolo del libro e mi fa. "Però ci mando una mia amica. Non vorrei che poi me lo facesse ordinare. Sai... IO NON LEGGO!"
E me lo dice con un sorriso lieve, disarmante... come se mi stesse dicendo che non ama il succo di pera o il cioccolato fondente.
"Tranquilla... è solo per capire se dopo tanti paroloni hanno realmente fatto l'ordine. Ci ho speso tanti di quei soldi in quella libreria... che mi aspettavo un minimo di attenzione."
"Sì, capisco."

Ho pagato la nuova rilegatura, l'ho salutata e sono andato via.
La delusione e la sorpresa sono state così grandi che non sono riuscito a ripassare per chiedere l'esito della piccola indagine. Non mi interessava più.

Nei giorni seguenti mi sono chiesto più volte come si possa dichiarare con tanta semplicità una cosa così terribile.
Leggere, per me, è un'esperienza così bella, intensa, vitale... che la paragono all'atto del respirare, del mangiare, del fare l'amore.
Leggendo ho scoperto mondi nuovi, ho esplorato la mia mente e i suoi limiti, ho aperto porte e spalancato finestre, ho spiccato il volo e sono caduto con il muso nella melma più volte.
C'è stato tutto e il suo opposto.
Come puoi privarti di una gioia così grande?

Poi mi sono detto: "Chissà quante cose ama quella ragazza che per te non contano nulla. Semmai adora il ciclismo e non si perde un solo Giro d'Italia... o forse adora i programmi culinari della Clerici... che ne sai tu... uomo presuntuoso e insensibile!"
Eppure, nella mia testa, la delusione rimane solida e ingombrante: mi ero fatto un'idea completamente diversa di quella ragazza.
Mi appariva colta, curiosa, attenta... una persona aperta ed empatica... e poi scopro che non legge libri.
Forse sfoglia le riviste di gossip... forse.

Il mio è uno sbobismo di bassa lega?
No... soltanto una manifesta incapacità di comprensione.

P.S. - avvertenza agli esordienti: se vi prende la smania di controllare cosa succede dentro le librerie... ovvero, contare quante copie sono rimaste sul bancone, se il libro è ancora in vetrina, se è esposto bene nel punto vendita ecc. ecc. - superate in fretta questa fase... porta solo guai e giramenti di testa. Nel mio caso è durata solo tre giorni.

lunedì 1 luglio 2013

NATO IL 4 LUGLIO


Archiviato il mese di giugno tra visite mediche, recupero della gamba e medicazioni - ora sono alle prese con una pomata miracolosa (arrivata via posta celere dalle farmacie del Vaticano) per aiutare i tessuti della ferita a cicatrizzare bene e a livellarsi correttamente tra i vari strati e le varie guaine. Inizio a sentire la presenza della ferita-intruso tutte le volte che il tempo cambia e in questo mi sento perfettamente inserito nella categoria veggenti-corporali: la mia cervicale mi dice che domani pioverà!; la mia emicrania perforante mi dice che domani il mondo sarà invaso dagli alieni; la mia schiena indolenzita mi dice che domani piomberà sul mondo un uragano di proporzioni bibliche! 


Quante volte ho sentito i profeti e la maghe del corpo-sentinella annunciare catastrofi?

Ora sono uno di loro... o almeno così sembra.
La notte, stanco dal turno in ristorante, mi spalmo la crema-santa sulla ferita a base alcolica e avvolgo il polpaccio con vari strati di pellicola alimentare trasparente per impedire che l'unguento evapori. La mattina dopo elimino il bendaggio di fortuna e lavo la ferita.
Insomma, mi dedico delle micro-saune notturne: il polpaccio è sempre più snello e fa la sua bella figura. 

Oggi inizia luglio. Mese tosto che annuncia l'inferno di agosto. 
Vivo un momento particolarmente teso e confuso e dopo delle inutili e spiacevoli discussioni sul posto di lavoro ho capito che devo ritrovare un po' di leggerezza e di sano menefreghismo.

Inutile farsi il sangue amaro.

Giovedì 4 luglio ci sarà la prima presentazione ufficiale del mio romanzo "Domani sarà un giorno perfetto", e voglio concentrare tutte le mie energie su questo piccolo evento. Tremo di ansia, paura ed emozione. 
Mi presenterà Barbara Proli, responsabile di un'associazione culturale che ha organizzato in passato molte iniziative di grande interesse in città, e due attrici leggeranno alcune pagine del libro . 

Incrocio le dita!

Nella vita ci vuole un fisico bestiale e serve un sano allenamento per non soccombere o arrendersi davanti alla prima difficoltà.
Mi lascio le troppe delusioni alle spalle.
Mi dimentico i problemi di salute.
Sospendo per un attimo tutte le pendenze e le contingenze...
... e per una volta penso solo alla mia felicità!

Allora vi aspetto a Porto Torres, alle ore 19, presso la Libreria Internazionale Koinè.
Io ci sarò. :-)


giovedì 27 giugno 2013

PREVIEW


Difficile dire la curiosa sensazione che si prova quando si vede per la prima volta il tuo libro nella vetrina di una libreria. 
Sotto di te il maestro Stephen King che ti tiene sulle spalle e come vicini nomi illustri come Dan Brown, Hosseini e Deaver. 
Nel momento in cui mi sono avvicinato alla vetrina per scattare la foto, si è fermata dietro di me una volante della polizia... ho temuto che mi scambiassero per un malintenzionato e invece, il poliziotto alla guida, dice al collega: "Guarda che bella copertina quel libro con la conchiglia sopra... di cosa parlerà?"
Non ho sentito la risposta del collega. Per poco svenivo per l'imbarazzo e l'emozione. Avrei voluto rispondere: "Parla di me e anche un po' di te!"... e invece ho scattato la foto e sono tornato a casa. 

Ho riletto il romanzo in poche ore. 
Ma l'ho scritto davvero io?
Ecco cosa mi chiedevo sfogliando le pagine.
Giovedì 4 luglio farò la prima presentazione alla Libreria Koiné di Porto Torres.
Mi affiancherà Barbara Proli e delle attrici che leggeranno dei passi del romanzo.

Come mi vesto?
Ci vado un po' prima per calmarmi o arrivo puntuale?
Saprò rispondere a tutte le domande?
E se sudo troppo?

Insomma, sono felice, ansioso e sempre in bilico emotivamente.
Nulla di nuovo sotto il sole.
Spero di fare delle foto dell'evento... e se va bene anche qualche video.

A chi dice: "Ma questo è il primo libro che scrive?"... indeciso/a se comprare il romanzo di un esordiente... rispondo... tutti gli autori hanno scritto un primo libro per arrivare al secondo. 
O no?

venerdì 21 giugno 2013

JOYLAND di STEPHEN KING


Ho letto l'ultimo romanzo di Stephen King e l'ho trovato bello, pulito, essenziale, finalmente non caricato di orpelli inutili che allungano il brodo - vizio del maestro - e sfaldano la storia in mille rivoli. 
L'ho trovato bello come si trovano belle le nuove canzoni di Francesco De Gregori, anche quando quelle canzoni non sono davvero belle come quelle scritte e cantante in passato. Sono belle - per diritto acquisito - ma un po' meno belle delle altre. 
Ma belle. Senza dubbio. 
Ecco, con questo romanzo ho provato una sensazione simile: bello, ma con qualcosa che non mi torna del tutto, come se la penna dello scrittore si fosse trattenuta in punta qualche segreto. Direi perfetto, riferendomi agli orpelli citati prima, ma un "perfetto" con una piccola crepa capace di alterare i colori e le luci della messinscena. 
Che poi, la perfezione, diciamocelo, è noiosa, e una piccola crepa ha sempre il suo sporco fascino. Ci fa sentire meglio, più umani, più giusti, più in linea con i movimenti del cosmo. Parlo da sfigato, ovvio... uno di quelli che deve sempre rincorrere le cose, esattamente come il protagonista, finito a lavorare in un luna-park per dimenticare una ragazza troppo bella e troppo stronza, una ragazza che forse non lo vuole più, ma non glielo dice mai chiaramente. Perché si sa, siamo tutti sordi alle voci che ci dicono: polentone, alza il culo e guarda bene dove stai seduto!
C'è un fantasma anche in questo romanzo: una ragazza uccisa nel tunnel del terrore. 
C'è una bellissima donna, madre di un bambino malato, che passa il tempo in riva al mare.
C'è il sogno di un aquilone.
Ci sono i colleghi di lavoro, la parlata del luna-park - una lingua parallela che possono capire solo i figli del carrozzone - la sua padrona di casa con le sue storielle curiose, un tocco di magia, vera o presunta, c'è un costume da cane, ci sono le sirene di Hollywood, c'è vera amicizia, c'è malinconia e attesa. 
Un romanzo bello. Bello come le canzoni nuove di De Gregori. Onesto, direi. Diretto.
Il romanzo di uno scrittore che vuole solo raccontare una storia e lo fa maledettamente bene.
Come sempre.

Io odio i luna-park e le sue stupide bugie.
Li odio da sempre. 
King è riuscito a farmeli vedere sotto una nuova luce. 
Proprio in questi giorni ne stanno piazzando uno nella banchina del porto davanti alla casa dove abito.
Mentre vado al lavoro e osservo gli operai che montano le strutture metalliche penso ai fantasmi che si possono nascondere dietro quelle facciate di cartapesta.
E una volta di più mi dico che non voglio essere un "frolloccone".

Leggere per credere. 

mercoledì 19 giugno 2013

STELLINE: IL RICATTO DI TRIP ADVISOR


C'è una massima che dice che "il cliente ha sempre ragione"... io aggiungo una piccola postilla... "finché non ha torto!".
Lavoro nella ristorazione da anni e ormai posso dire, con assoluta certezza, che siamo schiavi di Trip Advisor; il sito di recensioni eno-gastronomiche postate dai clienti di tutto il mondo. 

La situazione è diventata così paradossale che non sai più come comportarti perché tutto - anche un piccolo incidente, un equivoco, un'incomprensione - posso diventare il motivo scatenante di una recensione pessima, recensione che spesso esula dalla qualità del cibo e del servizio. 
Mi è capitato di essere apostrofato come un cafone insensibile da una cliente solo perché, la mattina del primo maggio, dopo aver prenotato un tavolo per 6 persone alle 13:30, sono arrivati in 6 con un passeggino astronave che non mi era stato menzionato durante la prenotazione. 
Il ristorante era tutto prenotato, il passeggino non ci stava in vicinanza del tavolo e così, per risolvere il problema, ho chiesto se poteva andare bene posizionare il passeggino a 80 cm dal tavolo (il bambino dormiva beato)... nulla, mi hanno guardato come un Erode con le mani sporche di sangue e sono andati via indispettiti, come se il problema lo avessi causato io. 
Non vi dico cosa hanno scritto nella recensione: oggi le comiche.
Ora mi chiedo: vai in giro con un passeggino-astronave che occupa più spazio di una sedia (il nostro ristorante è piccolino e con gli spazi ridotti nel centro storico di Alghero) e quando prenoti ti dimentichi di menzionare la luce dei tuoi occhi? Tuo figlio non conta... e uno in più? 
Capita di continuo: "Vorremmo prenotare un tavolo per 4." Rispondi cortese: "Un tavolo per 4... bene." E il cliente ribatte: "Sì, 4 adulti... poi ci sono anche due bambini ma sono piccoli." E tu: "Ma i bambini stanno seduti nel passeggino o sono abbastanza grandi da restare seduti a tavola?". E lui: "No, sono grandicelli... mangiano con noi." E io: "Quindi gli metto da parte un tavolo per 6?". E lui - cadendo dalle nuvole: "Eh, sì... allora faccia per 6!". 
Un esempio classico. Se non mi precisava meglio... o io non chiedevo spiegazioni, sarebbero arrivati in ristorante in 6 e si sarebbero trovati un tavolo da 4. E vai con la recensione negativa!
Oppure succede che ti minacciano se non fai come dicono loro. Ultimo esempio un cliente, che dopo aver chiesto il conto si ricorda solo in un secondo momento che ha bisogno di uno scontrino da 36 euro da giustificare non so bene a chi... gli spieghi che doveva avvisare prima che venisse battuto lo scontrino e lui che fa? Si punta per mezz'ora, minacciandoti di scrivere una pessima recensione appena uscito dal locale (nonostante prima di questo disguido le lodi del comitato fossero unanimi) e alla fine, dopo trattative estenuanti - con situazioni al limite del paradosso - ho dovuto battere un altro scontrino per un incasso mai avvenuto. 
Ieri, una signora straniera, si è lamentata che la fregola era salata. Le ho spiegato che nella fregola non mettiamo sale perché alla fine ci si spolvera sopra la bottarga di muggine e non c'è bisogno di salare ulteriormente. Lei mi guarda - all'inizio aveva scambiato la bottarga per formaggio... ho detto tutto - e stizzita mi dice: "Allora a me non piacere vostra bottarga."
Morale della favola... non le ho fatto pagare il piatto.

Ecco, noi lavoriamo così... tante belle soddisfazioni, tanti bei ricatti, tanti matti in giro a piede libero e tante stelline... milioni di milioni... che ti dicono quanto vali, se ami i bambini e se hai una fobia per i passeggini. 

lunedì 17 giugno 2013

CUORE PULSANTE

Ieri mattina, mentre mi preparavo per andare al lavoro, sento un richiamo acuto e insistente provenire dal terrazzo. 
Fuori c'è la gabbia con i miei canarini, Camillo e Meringa, e subito penso a qualche uccello selvaggio arrivato in picchiata per approfittare di un po' di scagliola saltata fuori dalla mangiatoie. 
Ci si mettono anche le tortore a rompere le scatole e sono loro, spesso, a contagiare i pidocchi ai miei canarini - e allora vai con lo spray per aiutarli a liberarsi di questi fastidiosi parassiti - che, incuriositi, li osservano inebetiti chiedendosi da dove saltino fuori quelle "aquile immense". 
Il giorno che vedono un gabbiano cosa fanno? Schiattano di paura? 
"Guarda... un DC 9 con le piume!"

Incuriosito da quel richiamo mi affaccio e cercando con lo sguardo la fonte di quel suono mi accorgo che su un filo del bucato c'è un uccellino di piumaggio scuro che lancia il suo verso con insistenza, guardandosi intorno.
Penso... adesso si accorge di me e vola via.
Scosto la tenda... niente. Lui resta sempre lì a urlare al mondo non so bene cosa.
Sbuco con la testa fuori dalla porta e ancora niente. Non vola.
Esco in terrazzo e lui mi guarda e non spicca il volo.
Mi avvicino e in quel momento noto un uccello uguale a lui, ma un po' più grande, arrivare in planata verso il balcone. 
Quando si accorge di me devia di colpo la traiettoria e si nasconde tra i rami di un albero nel giardino della vicina. 
L'uccellino sul filo del bucato riprende a "gridare" con ancora più vigore.
Capisco in quel momento che si tratta di un cucciolo alle prese con i suoi primi voli.
Con quel verso chiama la mamma e, spaventato, non si muove di un millimetro da quel filo sospeso nel vuoto.
Rientro in casa immediatamente per non spaventarli e permettere così il salvataggio.
Passano due minuti e il richiamo cessa di colpo.
Mi affaccio incuriosito e sul filo del bucato non c'è più nessuno... solo qualche molletta orfana, nient'altro.

La mamma è sempre la mamma... con le piume, la pelliccia, di peluche, con le corna, con la proboscide, maculata o glabra... è sempre lei. 
Il cuore pulsante della nostra infanzia.