mercoledì 15 maggio 2013

CARNE TREMULA


Oggi mi sono alzato con un umore standard e una telefonata inattesa mi ha fatto bene al cuore.
Sono uscito di casa felice... saltellando sulle scale... in un musical tutto mentale che sentivo solo io... ma m'importava solo stare bene... sentirmi leggero... volare sull'asfalto... verso il mare e il cielo terso.
Al lavoro tutto bene. Ho condiviso la mia piccola felicità con i colleghi... mi sono messo a danzare felice... le mie gambe non riuscivano a stare ferme.
Una strana frenesia mi aveva preso tutto... pensieri che correvano a mille... idee... proiezioni future... un riconoscimento che non pensavo arrivasse mai e per una cosa che vedevo bella e importante solo io...
e poi...
... poi arriva l'attimo imprevedibile... ultimo tavolo di clienti... prendo la comanda... entro in cucina e sento un dolore alla gamba... abbasso lo sguardo e vedo la lama di un coltello dove non deve essere... 30 cm. di acciaio... guardo i miei pantaloni... vedo lo strappo... una macchia rossa si allarga sul tessuto dei jeans... 
"Cazzo... la gamba..." dico allo chef.
Mi nascondo dietro il bancone e slaccio i pantaloni per guardare cosa mi sono fatto... quello che mi appare è un taglio profondo di cinque centimetri... il sangue esce e io mi sento svenire... 
Il pizzaiolo mi soccorre... mi tampona come può con un telo... mi caricano in macchina... cammino a stento... arrivo in ospedale e vengo fatto entrare per fermare in qualche modo la perdita di sangue.
Un primo controllo fa capire al medico che è stato compromesso anche il muscolo. Vengo medicato e spedito in macchina in ortopedia (aspettare l'ambulanza richiedeva tempi biblici) e qui medicato, anestetizzato e ricucito internamente ed esternamente.
Mi lascio fare... anche se sento un forte bisogno di urinare... chiedo di poter andare in bagno e l'infermiere mi passa un pappagallo per liberarmi della pressione alla vescica. 
Quando finiscono di piazzarmi la valva (un gesso di plastica)... - io per un attimo capisco "vulva" - mi dicono che devo riposare 15 giorni e prendere delle medicine... tra cui delle iniezioni per evitare la trombosi.
Mi piazzano su una sedia a rotelle. I pantaloni insanguinati non riesco a rimetterli e così esco con una gamba infilata e l'altra no... in mutande... nella hall del pronto soccorso... in attesa di Fabio che venga a riprendermi. 
Torno all'ospedale e faccio la pratica per l'infortunio sul lavoro, poi, con Fabio, mi dirigo verso casa. Ci fermiamo un attimo in farmacia per prendere le medicine e poi, sotto un diluvio universale che ha scelto il momento più giusto per caderci sulla testa, tentiamo di arrivare al mio appartamento.
In mutande, con un ombrello mezzo rotto e saltellando su una gamba, mentre Fabio mi regge come può.
Oggi ho capito cosa vuol dire avere due gambe sane e funzionanti.
Ora sono a casa.
Ho trovato un'infermiera che giornalmente possa venire a farmi l'iniezione.
Mi servono due stampelle e un pantalone con il velcro per poter andare tra due giorni in ospedale per la medicazione. Mi sento Hulk solo per metà... grosso e invasivo.

La mia collega è mortificata... ha fatto una cosa sbagliata e pericolosa e io ci ho rimesso la gamba. Un vassoio di coltelli posizionato sotto il pass per fare delle pulizie; un coltello che slitta sugli altri e si posiziona con la lama verso il passaggio che porta dalla sala alla cucina. Io che entro per portare una comanda - l'ultima della mattinata - e in un attimo accade la tragedia.
Ma poteva andarmi molto peggio: se mi prendeva l'arteria femorale ci sarei rimasto secco in due minuti d'orologio.
Se passava Ernesto... il figlio della "capa" di solo un anno e mezzo... finiva molto peggio... lo avrebbe tagliato alla pancia o alla gola. 

C'è un senso in tutto?
Devo pagare per la mia felicità?
Oggi, la mia leggerezza, doveva essere ridimensionata?
Siamo solo carne... carne e ancora carne.
Imperfetti e fragili.

Mi sono spaventato... ho temuto il peggio...e invece... sorry... mi dovete ancora sopportare per un bel pezzo bella gente!

P.S. comico: proprio oggi ho ricevuto tramite facebook un invito da un amico per un'iniziativa dal titolo... "Ginnastica a piedi scalzi all'aperto"... e certo... come no! 
L'ho letto seduto sulla sedia a rotelle e ho riso come uno scemo in mezzo a una sala gremita di gente dolorante... compagni di gesso e rotelle.

18 commenti:

  1. Horror! Ma come era messo questo coltello?

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    1. Quello lo avevo capito. Ma i dettagli su come era posizionato li hai aggiunti dopo ...non mi ricordo di averli letti appena pubblicato il post. O sono io crucca!?

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    2. Li ho aggiunti dopo perché tutti mi dicevano... ma come cavolo era messo questo coltello? Per chiarezza ho aggiunto una postilla e un ps. comico. :-)

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  2. Ma la fotografia è mia! Diritti prego!!!!!!

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    1. Per amore si passa anche sui diritti per una foto... sorella tirchiona ehehhehe

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    2. Certo che ci passo sopra....:)

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  3. Guarda il lato positivo... pensa quanto tempo avrai per scrivere!!
    Baci per augurarti una pronta guarigione!! Chus :))

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    1. Non ci vedo nessun lato positivo... avevo ben altro in testa in questo periodo... mannaggia. :-(
      Un saluto Chus.

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  4. Un'esperienza terrificante. Forza e coraggio.Ti auguro una pronta guarigione.
    (Artemisia - DRM)

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  5. Se stavo lì te le facevo io le iniezioni: sono tenente di CRI :)

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  6. Appunto... se stavi qui... mia cara Federica :-)

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  7. grilletto salterino16 maggio 2013 19:54

    Certo che a seguire le tue avventure, anche se di persona non ti conosco, direi che un po' sfi.... lo sei davvero. Comunque, a sottolineare il fatto che la realtà supera sempre la fantasia, quella lassù è una bella pagina da inserire in una storia, coltello sanguinante compreso. Buona guarigione e sii felice: l'hai detto tu, due minuti e finivi all'altro mondo se ti beccava nel punto sbagliato.

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  8. Già... brindo alla mia fortuna. :-)

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  9. mirella montemagno18 maggio 2013 07:31

    Speravo fosse una fantasia. Auguri Carlo

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  10. Grazie Mirella... spesso, la fantasia, supera la realtà. :-)

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