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mercoledì 19 giugno 2013
STELLINE: IL RICATTO DI TRIP ADVISOR
C'è una massima che dice che "il cliente ha sempre ragione"... io aggiungo una piccola postilla... "finché non ha torto!".
Lavoro nella ristorazione da anni e ormai posso dire, con assoluta certezza, che siamo schiavi di Trip Advisor; il sito di recensioni eno-gastronomiche postate dai clienti di tutto il mondo.
La situazione è diventata così paradossale che non sai più come comportarti perché tutto - anche un piccolo incidente, un equivoco, un'incomprensione - posso diventare il motivo scatenante di una recensione pessima, recensione che spesso esula dalla qualità del cibo e del servizio.
Mi è capitato di essere apostrofato come un cafone insensibile da una cliente solo perché, la mattina del primo maggio, dopo aver prenotato un tavolo per 6 persone alle 13:30, sono arrivati in 6 con un passeggino astronave che non mi era stato menzionato durante la prenotazione.
Il ristorante era tutto prenotato, il passeggino non ci stava in vicinanza del tavolo e così, per risolvere il problema, ho chiesto se poteva andare bene posizionare il passeggino a 80 cm dal tavolo (il bambino dormiva beato)... nulla, mi hanno guardato come un Erode con le mani sporche di sangue e sono andati via indispettiti, come se il problema lo avessi causato io.
Non vi dico cosa hanno scritto nella recensione: oggi le comiche.
Ora mi chiedo: vai in giro con un passeggino-astronave che occupa più spazio di una sedia (il nostro ristorante è piccolino e con gli spazi ridotti nel centro storico di Alghero) e quando prenoti ti dimentichi di menzionare la luce dei tuoi occhi? Tuo figlio non conta... e uno in più?
Capita di continuo: "Vorremmo prenotare un tavolo per 4." Rispondi cortese: "Un tavolo per 4... bene." E il cliente ribatte: "Sì, 4 adulti... poi ci sono anche due bambini ma sono piccoli." E tu: "Ma i bambini stanno seduti nel passeggino o sono abbastanza grandi da restare seduti a tavola?". E lui: "No, sono grandicelli... mangiano con noi." E io: "Quindi gli metto da parte un tavolo per 6?". E lui - cadendo dalle nuvole: "Eh, sì... allora faccia per 6!".
Un esempio classico. Se non mi precisava meglio... o io non chiedevo spiegazioni, sarebbero arrivati in ristorante in 6 e si sarebbero trovati un tavolo da 4. E vai con la recensione negativa!
Oppure succede che ti minacciano se non fai come dicono loro. Ultimo esempio un cliente, che dopo aver chiesto il conto si ricorda solo in un secondo momento che ha bisogno di uno scontrino da 36 euro da giustificare non so bene a chi... gli spieghi che doveva avvisare prima che venisse battuto lo scontrino e lui che fa? Si punta per mezz'ora, minacciandoti di scrivere una pessima recensione appena uscito dal locale (nonostante prima di questo disguido le lodi del comitato fossero unanimi) e alla fine, dopo trattative estenuanti - con situazioni al limite del paradosso - ho dovuto battere un altro scontrino per un incasso mai avvenuto.
Ieri, una signora straniera, si è lamentata che la fregola era salata. Le ho spiegato che nella fregola non mettiamo sale perché alla fine ci si spolvera sopra la bottarga di muggine e non c'è bisogno di salare ulteriormente. Lei mi guarda - all'inizio aveva scambiato la bottarga per formaggio... ho detto tutto - e stizzita mi dice: "Allora a me non piacere vostra bottarga."
Morale della favola... non le ho fatto pagare il piatto.
Ecco, noi lavoriamo così... tante belle soddisfazioni, tanti bei ricatti, tanti matti in giro a piede libero e tante stelline... milioni di milioni... che ti dicono quanto vali, se ami i bambini e se hai una fobia per i passeggini.
mercoledì 6 marzo 2013
LO GNOCCO IN CUCINA
Questa mattina parlavo con un amico commerciante e in silenzio ascoltavo il suo sfogo che posso riassumere con una sola esclamazione: qui non entra più nessuno!
Il passo successivo è stato provare a immaginare un modello di vita diverso.
Il mio amico è un ex-cuoco che, una quindicina d'anni fa, ha lasciato il suo lavoro per prendere in mano l'attività commerciale del padre. Un impegno che ha coinvolto l'intera famiglia e che ora, dopo anni di sacrifici e belle soddisfazioni, è arrivato a un punto morto.
Se ti guardi intorno capisci che il fenomeno è trasversale e coinvolge tutto il commercio. Basterebbe girare per le strade di Alghero per capire le proporzioni del dramma. La gente non ha soldi e quei pochi soldi che ha se li tiene ben stretti per pagare tasse, mutuo, bollette, cibo e imprevisti vari.
Il soldo non gira, il commercio non va, i consumi crollano, i posti di lavoro sfumano come per magia e tu... tu ti chiedi: resistere o chiudere bottega? Restare prigioniero dentro le mura del negozio o cercare nuove forme di lavoro?
Hai un talento? Sai fare bene qualcosa? E allora mettiti in gioco... metti in discussione abitudini, comodità e piccoli privilegi... creati un nuovo sistema di priorità.
Si può vivere con poco senza una pressione fiscale che ti uccide, senza le ditte che ti chiamano per pagare la merce che non sei riuscito ancora a vendere, senza la banca che gode perché il tuo scoperto gronda sangue.
Sinceramente non ho saputo cosa rispondere al mio amico quando mi ha esposto i suoi dubbi... ma quando ho scoperto questo favoloso sito LO GNOCCO IN CUCINA... ho subito pensato a lui.
Certo, noi non viviamo nella fantasmagorica Milano, la città dove tutto è possibile, ma perché non possiamo pensare in modo estremo, coraggioso, rivoluzionario... cosa abbiamo da perdere? La faccia?
Un bel cuoco gnocco che arriva a casa tua, cucina per te e i tuoi ospiti, vivacizza una serata o un evento e tu... padrone di casa... devi solo pensare a goderti il cibo, il cuoco gnocco e i sorrisi soddisfatti dei tuoi amici.
Clienti benestanti e generosi che non hanno problemi per arrivare a fine mese, ovvio... c'è sempre uno zoccolo duro d'italiani che la crisi non sa neanche cosa sia.
Caro amico... ti manca solo il certificato di GNOCCO e poi hai tutto quello che ti serve per cambiare il tuo destino con due colpi di culo!
sabato 24 novembre 2012
POMODORI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
I gay mangiano o cucinano diversamente? Naturalmente no, ma proprio da questo paradosso nasce l'idea di questo libro, il primo manuale gay che spiega come cucinare qualcosa di decente al proprio fidanzato, alla mamma di lui, alla vostra, agli amici che vi trovate in casa. Alessandro Fullin, da anni chef teatrale e letterario ironico e pungente, si allea con l'esperto di padelle Stefano Chiara (che gli chiede 1000 euro per l'impresa!) per realizzare questo prezioso ricettario, con piatti assolutamente sperimentali, ma riletti in chiave camp e surreale. Bastano alcuni titoli per capire a quali vette può arrivare la cucina gay italiana: Coscette di pollo alla Kessler, Dieta Garbo, Banana Soraya, Invidia di piselli...E per non perdersi tra un Tacchino in foulard e una Faraona D'Egitto, un utile indice per distinguere un Piatto della Mamma da Uno per sedurre Lui, senza dimenticare i cocktail e una preziosa appendice con la ricetta dei biscotti per il chihuahua. Un nuovo modo quindi per trovarsi a tavola insieme a persone di ogni razza e sesso, gay, etero e metrosexual: che sia questo il prossimo traguardo della cucina "fusion"?
Questo è quello che si legge nel risvolto di copertina del libro-ricettario-manuale di comportamento di Alessandro Fullin, attore esilarante e strabordante conosciuto grazie al programma Zelig. La presentazone di POMODORI SULL'ORLO DI UN CRISI DI NERVI - LA VERA CUCINA GAY ITALIANA, tenutasi al cirolo Borderline a Sassari, è stata seguita da un pubblico attento e divertito. Era impossibile non ridere delle infinite variazioni sul tema lanciate con garbo da Fullin. Dal gay che prepara il formaggio in una casa di 45 mq per cucinare le formagelle (se ne avesse una di 55 mq cosa farebbe? Il parmigiano reggiano?) alla coppia che adotta un chihuahua per sentirsi più "famiglia" (esilarante l'anedotto vero che riguarda l'illustratore del volume che adotta con il compagno una cagnetta che viene investita dopo due giorni...la versione di Fullin è che il cane, rendendosi conto di avere una vita davanti con due gay super affettuosi, decide di non potercela fare e si butta sotto il primo parafango! P.S.- la cagnetta in questione si è salvata!).
Fullin lo ha dichiarato apertamente: io non so cucinare. Ho un microonde dove infilo di tutto...una trota e lascio che si mumifichi. Ma questo poco importa: il gioco è chiaro. Ironizzare sui vizi, i tic e le passioni della comunità gay. C'è anche una sezione dedicata agli amici etero con ricette adatte per loro, tra cui, Conigliette alla Tex Willer e John Wayne di zucchine.
La veste grafica del libro è molto simpatica e intrigante. I disegni di Giovanni Battistini sono ironici e perfetti per il climax del testo. Le ricette folli...la voglia di prendersi in giro...tanta.
Se leggendolo riderò anche solo la metà di quello che ho riso durante la presentazione, i miei 14,90 euro saranno spesi bene.
Io e Alessandro.
E qui la copertina del libro.
Cairo Editore
Alessandro Fullin con Stefano Chiara (lo chef).
Illustrazione di Giovanni Battistini (Lady Star?)
Copertina: 8
Stile: 10
Commestibilità: da verificare!
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