Thilde Jensen è una fotografa danese la cui carriera emergente è stata messa a dura prova quando un grave attacco di Sensibilità Chimica Multipla (MCS) l'ha costretta a rivedere tutta la sua vita e le sue abitudini, spingendola a fuggire dalla vita urbana per rifugiarsi in un campeggio in mezzo ai boschi. Per interagire con la società moderna è costretta a indossare un respiratore. Nelle Canarie, le sue foto, documentano la vita di altre persone affette dalla sua stessa malattia (o allergia estrema) che vivono come dei rifugiati in un mondo dominato dalla chimica. Un mondo da dimenticare, dove non potranno più tornare. Esuli eterni.
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sabato 12 novembre 2016
mercoledì 30 aprile 2014
ME LO DICEVA SEMPRE QUALCUNO
Me lo diceva sempre mia madre di studiare e di diventare dottore o avvocato, che la prostatite, le verruche e la cirrosi non passeranno mai di moda, e così neanche i cornuti, i ladri e gli assassini; e invece io, indolente, studiavo poco e mi perdevo dietro i miei sogni inconcludenti. Ora porto piatti pieni ai tavoli e li riprendo vuoti: sono un tecnico dello svuotamento e dello smaltimento dei residui organici.
Me lo diceva sempre mia madre di iscrivermi al conservatorio per studiare pianoforte e invece io volevo fare danza classica ispirato dalle spaccate al volo di Heather Parisi. Ci ha pensato mio padre a gambizzarmi dicendomi che un uomo con la calzamaglia può diventare solo frocio e allora io, preoccupatissimo, mi sono iscritto a pallacanestro con esiti disastrosi.
Me lo diceva sempre mia madre di coprirmi e di non andare in giro mezzo nudo per fare il figo... e invece io facevo come mi pareva e passavo ere geologiche a bivaccare nelle panchine di Piazza Castello. Momenti storici che mi hanno lasciato solo dolori e reumatismi a ricordarmi la beata gioventù passata.
Me lo diceva mia madre di non perdere tempo e invece io riuscivo a perdere tempo come poche persone nell'universo. Diventerei un campione olimpionico della PERDITA DI TEMPO se esistesse la disciplina. Alzerei la medaglia d'oro e salirei sul podio più alto, poco ma sicuro. Mi ci sono allenato in anni e anni di cazzeggio senza senso e rivendico una certa esperienza. Per questo, quando mi fermo a pensarci e mi guardo indietro, mi chiedo sempre come sia possibile che abbia superato i 40 anni e mi senta ancora un ventenne con i reumatismi. Povero illuso!
Me lo diceva sempre la mia prof. di biologia del Pellegrini che all'università...IO..avrei fatto il botto. In realtà - lei per fortuna è morta e non lo saprà mai - ho solo pisciato fuori dal cesso. Una costellazione di goccioline arancioni che denunciavano un abuso di alcol e di schifezze varie.
Me lo diceva sempre mia nonna che sarei diventato un attore famoso e che Mike Bongiorno mi avrebbe invitato a TeleMike, e io spedii davvero delle foto auto-scattate - foto orribili - a un'agenzia cinematografica e dopo qualche mese mi risposero pure e mi dissero che ero perfetto per una serie poliziesca. Risi così tanto all'idea di diventare il nuovo Starsky o il nuovo Hutch che lasciai perdere tutto. Il costo del book fotografico che avrei dovuto realizzare a Calangianus - giuro... Calangianus - era così alto che rinunciai alla mia carriera televisiva e al mio invito a TeleMike. Mia nonna non me l'ha mai perdonata e mi ci sono messo anche io che non le ho ancora portato manco mezzo nipotino in casa dopo anni e anni di inutile spargimento di seme.
Me lo diceva sempre il mio prof. di italiano che scrivevo bene ma che dovevo domare il mio talento, e dopo anni ho pubblicato un romanzo che non si è filato nessuno e cadrà nell'oblio delle occasioni perdute. Attendo la telefonata di Guanda o Einaudi per il prossimo libro, ma sono sicuro che quando mi chiameranno troveranno il telefono occupato da qualche centralino vodafone o teletu.
Me lo diceva sempre la mia testa che sono nato storto... e c'ha aveva un sacco di ragione quella maledetta che pensava solo ai cazzi suoi!
Pare che la colpa sia tutta del forcipe che mi ha tirato fuori dalla pancia di mia madre. Il metallo deve aver toccato qualche zona del cervello particolare e... sboom... il destino è segnato. Sembri normale... SEMBRI... in realtà sei solo un malato - o un cerebroleso - ben camuffato.
mercoledì 12 giugno 2013
lunedì 10 giugno 2013
IL RAGAZZO ALLA PARI di FEDERICA GNOMO TWINS
Non sono un grande lettore di romanzi d'amore e ancora meno lo sono di romanzi erotici.
Penso che scrivere di sesso sia una delle cose più difficili al mondo.
La penso esattamente come il regista Sorrentino che di recente ha dichiarato di non mostrare mai il sesso nelle sue pellicole perché è facilissimo cadere nel ridicolo o nel prevedibile. Meglio evocare, suggerire, sfiorare l'argomento e non discernerlo nei minimi particolari. Tutti facciamo sesso e tutti sappiamo cosa si prova e come si fa: inutile e pericoloso, quindi, tentare di illustrarlo con parole o immagini originali.
Mi ricordo qualche lontana lettura adolescenziale: passavo dai romanzoni di Jackie Collins (un ibrido tra Dallas e Dinasty), ai testi del Marchese De Sade, alle storie barocche di Judith Krantz.
Della prima mi è rimasta impressa una scena di fellatio tra una donna matura e un giovane uomo (chiara, esplicita, drizza-piselli per intenderci... e a 15 anni è molto facile emozionarsi quando si leggono certe cosette spinte).
Parto da questo spunto-ricordo per parlare del romanzo di Federica Gnomo Twins: anche in questo libro si racconta l'amore tra una donna di 40 anni e un ragazzo (un tatone tedesco) di 23, ma lo si fa con un tono completamente diverso. Tra le pagine del romanzo "Il ragazzo alla pari" c'è leggerezza, divertimento e moltissima ironia.
La storia di Federica che parte verso la Sardegna con i suoi due gemellini per dimenticare un matrimonio fallito, e che tramite un annuncio assume una "tata" alta, muscolosa, bionda e di sesso maschile, gira tutta intorno alla fantasia smodata della mamma-moglie-amante. Pensieri, dubbi, speranze, voglia di provocare e desiderio di rinascere. C'è tutta la complessità dell'animo femminile tra le pagine di questo romanzo e tutto scivola con soave leggerezza.
Ho intervistato l'autrice per conoscere un po' meglio la genesi della storia e il suo mondo artistico e personale.
Quello che segue è il frutto della nostra conversazione.
Ciao, Federica. Il tuo romanzo IL RAGAZZO ALLA PARI si
inserisce a pieno titolo nel filone del romanzo erotico, tornato in auge con il
grande successo della trilogia sulle “sfumature di grigio”. Il sesso raccontato
dalle donne piace al grande pubblico, indiscutibile. Secondo te da dove nasce
questo grande interesse?
C’è sempre stato un
grande interesse delle donne verso il sesso raccontato. Le donne sono più
cerebrali, gli uomini più visivi. Da sempre le donne parlano tra loro, scrivono
su forum femminili, e leggono romanzi rosa conditi e piccantini, poi come da me previsto già nel
2008 qualche editore ha fiutato la mega-nicchia di lettrici e ha fatto
fortuna, naturalmente non in Italia,
dove gli editori arrivano sempre dopo…
L’idea del romanzo come è nata e com’è cresciuta dentro la
tua testa?
Frequentando, appunto,
forum di scrittrici donne e un altro di fan di una band, ho pensato perché non dare
una storia d’amore anche un po’ hot ma non volgare? Era appunto il 2009 quando
è nato Au pair , la prima versione del Ragazzo alla pari. Volevo dichiarare a
tutti che l’amore non ha età, né sesso; questa è sempre stata la mia battaglia,
ho sempre scritto di coppie non convenzionali.
La tua protagonista si chiama come te. Il romanzo è scritto
in prima persona. Volevi creare una forte identificazione con l’autrice del
testo? C’è un po’ di te in quello che racconti?
Le situazioni
esilaranti mi appartengono tutte, poi naturalmente c’è tanta invenzione. La
Federica del romanzo è nata prima della Federica autrice… forse è l’autrice che
vorrebbe essere pazza come la protagonista!
Descrivere una scena di sesso è complicatissimo. È un tema
così abusato che è facilissimo cadere nel grottesco e nel banale. Come hai
costruito le scene hot del tuo romanzo? Ci hai meditato su o ti sei lasciata
andare?
Io scrivo sempre di
getto, immagino la scena , la vedo come in un film con dialoghi e tutto. Scrivo
anche molto semplice, e a tratti poetico, insomma non lo trovo complicato, sono
molto spontanea di natura.
La Sardegna fa da
sfondo alla storia di Federica e Tom. Ci sei mai stata e come mai l’hai scelta
come la scenografia ideale per il tuo romanzo?
Sono innamorata della
Sardegna e del suo mare, ci vado dal 1977, ho origini, lontane, sarde.
Se pensi al tuo lettore ideale… come lo immagini?
Allegro, curioso,
aperto, disinibito, non volgare. Sopralerighe, come il mio blog, appunto!
Imbarazzi con amici e parenti dopo la pubblicazione del
libro? Qualcuno/a ti ha detto: “Però… questa Federica!
Sì…mia cognata, mio
fratello, le mie amiche, mia madre… insomma tutti, ma io scrivo, e voglio
scrivere anche ciò che le donne vogliono sentire, e vivere. Io per prima. Non
mi è mai interessato il giudizio dei perbenisti, neanche da ragazza.
Quali sono i libri che ti hanno cambiato la vita?
Ho letto tanto,
soprattutto il romanzo dell’800 ( inglese, francese, russo),autori del 900
italiano, contemporanei, reportage,
storie di altri paesi del mondo. Ma il libro che mi ha cambiato, nel senso
letterale del termine, la vita è stato
solo uno: Destinazione TH di mia figlia Dorotea. Con lei, ancora minorenne e
quindi da tutelare, ho scoperto
l’editoria e ho ricominciato a scrivere d’amore non convenzionale.
Puoi descriverci la tua giornata tipo?
Faccio la mamma, la moglie, l’imprenditrice e sto sempre al pc, a
leggere e cercare autori bravi. Tengo un blog seguitissimo Gnomo Sopralerighe,
e una rubrica di cucina su Lovvy.it . Seguo i libri di Farnesi , tutti, da molto vicino, diciamo dalla testa
dell’autore al prodotto finito. Ultimamente scrivo poco, per mancanza di tempo.
La sera leggo i libri dei molti “amici” scrittori. Metto le virgolette, perché
se non leggo in fretta mi tolgono l’amicizia… quindi non so se sono veri amici.
Scrivere è?
Ringiovanire
Una cosa che speri che esista?
L’amore sincero
Un personaggio dei fumetti che vorresti come amico?
Nonna Papera, per
regalarmi ricette
Il cattivo perfetto?
Lo sfruttatore o
vampirizzatore dei miei sentimenti e capacità
Tu sei anche una editrice. Come scegli un romanzo da pubblicare?
Devo trovare una
storia giusta per il momento in cui deve uscire( mercato), autore il cui stile
espositivo mi piaccia, un pizzico d’ innovazione ( intuito).
Tre consigli tre per un autore esordiente?
Non mollare, ma
scrivere tanto e confrontarsi con altri.
Caffè in cialda o moka?
Basta sia caffè…
Tre libri letti nel 2012 che consiglieresti a chi ti legge?
Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’urbano, L’eredità dei corpi di Marco Porru, e La
spiaggia delle anime di Roberto Alba
Hai mai fatto una sorpresa a qualcuno?
Ne faccio
continuamente, mi piace
Cosa ti auguri di raggiungere nel prossimo futuro?
La serenità
Biografia in una playlist?
Riavvolgi il nastro
Mai compiuto illegalità nel nome della cultura?
Mai, sono una persona
semplice, non un artista
Feticismi tecnologici?
Non ambisco a nessun
oggetto.
Cosa ami e odi del web?
Amo il contatto con
tante persone e odio il non poterle conoscere davvero
Un gesto politico importante?
Non ho mai fatto cose
eclatanti, mi sono impegnata in varie
associazioni e basta.
La frase scusa preferita?
Ho un altro impegno(
che spesso ho davvero!)
Un posto dove ti senti sempre “a casa”?
A casa, ma davanti al fuoco, amo l’inverno e il fuoco.
A 13 anni cosa volevi fare?
La stilista
Hai per un giorno il potere assoluto: la prima cosa che fai?
Elimino la fame dal
mondo
Il sesso cos’è?
Coinvolgimento totale
Se la tua vita fosse un film, chi sarebbe il regista?
Io
Il libro più erotico che hai letto?
Histoire d’O
Cosa amano trovare le donne in un romanzo erotico?
Evasione, trasgressione, amore. Qualcosa che le porti a
fremere e immaginare di stare con un partner meraviglioso, spesso inesistente.
Come spiegheresti a un bambino la parola “felicità”?
Abbraccia te stesso e
gli altri
La tua casa brucia… cosa salvi?
Gli esseri viventi
La volta che hai riso di più?
Rido spesso, di me e
delle situazioni. Spesso rido anche dei guai, per non incavolarmi
ulteriormente.
Una cosa che non hai mai capito della gente?
Perché dovrebbero
interessarsi a questa intervista? Scherzo: non capisco il bisogno di
indebitarsi per comprare qualcosa di futile come un nuovo cellulare,
televisore, auto, vestito ecc
Una cosa che volevi e non hai avuto?
L’altezza! Sono gnoma…
Cosa c’è sempre nel tuo frigo?
Latte
Un figlio gay ti avrebbe sconvolto la vita?
L’avrei amato come amo Tea, io lotto per la parità dell’amore. Infatti
scrivo anche romanzi a tematica gay, oltre che stravaganti situazioni
sentimentali.
Una cosa stupida che non riesci a smettere di fare?
Mettere baby doll per
andare a letto, anche in inverno col freddo.
Icone moderne?
La pizza…e l’effimero
Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Bill Kaulitz
Se alzi gli occhi e guardi il cielo…cosa vedi?
Il mio futuro
Federica Gnomo Twins, autrice di Il ragazzo alla pari,
Gremese editore, maggio 2013
***
Ringrazio Federica per la disponibilità e la simpatia.
Ora dovete solo correre a comprare il libro.
Un po' di piccante nella vita ci vuole, no?
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