mercoledì 27 marzo 2013

MALOCCHIO


Ieri mattina, parlando con i colleghi di crisi economica e di locali commerciali che abbassano le saracinesche,  Salvatore, il cuoco napoletano, ci ha spiegato come si fa a Napoli per benedire un locale, un ristorante, un negozio quando si teme qualcosa (crisi, malocchio, sfortuna in genere). 
La soluzione ideale è quella di chiamare un sacerdote gay. 
Io, Wilma e Claudia ci siamo guardati negli occhi increduli e dubbiosi. 
"Ma scherzi, vero?" chiedo io.
"No, no... è proprio così. Chiami un sacerdote gay e risolvi tutti i tuoi problemi."
"E come lo capisci che un sacerdote è gay?"
"Eeeee... guagliò, si capisce... qui nessuno è fesso!" mi risponde lui facendomi l'occhiolino.
"E io che pensavo che il top fosse un sacerdote con la pancia o con la gobba..."
"No, dev'essere gay se vuoi che la benedizione funzioni!"

Dopo questa notizia ho pensato ad alcune cose per spiegarmi il momentaccio che stiamo vivendo:
1- con tutte le attività commerciali che chiudono forse la benedizione di un sacerdote gay non è così infallibile come pensa Salvatore.
2- il numero di sacerdoti gay è decisamente insufficiente per soddisfare l'elevata richiesta di benedizioni in questo periodo drammatico per l'economia.
3- non esistono sacerdoti gay.
4- la sfiga guarda più allo spread che alla sessualità dell'uomo di chiesa.
5- a Napoli hanno molta fantasia.

4 commenti:

  1. Qua farsi benedire da un "prete ricchione" e' un must! :-)

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  2. Mai sentita l'espressione "Mi devo far benedire da un prete ricchione?" Aahhahahaha

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  3. Assolutamente, confermo, da noi quando tutto va male ti dicono "Devi farti benedire solo da un prete ricchione".

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