mercoledì 27 febbraio 2013

L'ANGELO DI AMAZON


Il mio amico Adriano mi ha voluto regalare un film tv intitolato ANGELS IN AMERICA, comprandolo dal sito di Amazon. Le musiche sono di Thomas Newman (il suo compositore preferito) e nella pellicola recitano attori del calibro di Al Pacino, Meryl Streep ed Emma Thompson. Il film racconta, in modo crudo, poetico e metaforico, la reazione della comunità gay all'avvento improvviso dell'Aids nei primi anni '80. 
Avevo già sentito parlare di questo film e la possibilità di guardare tutte le 6 ore (il dvd è diviso in due dischi) di fila... con qualche interruzione per una birretta, un salto al cesso e una visita al frigo... mi permetterà di apprezzare la complessità dell'opera senza venire infastidito da spot e previsioni del tempo. 


"Vedrai... non c'è nessun problema. Verrà un corriere a portati il pacco a casa. Ti chiamerà per mettersi d'accordo con te e deciderete insieme un punto dove incontrarvi, oppure un orario preciso per passare a casa", mi ha detto il mio amico Adriano, rispondendo a tutti i miei dubbi sull'efficienza del corriere.
"Sai, io ho sempre avuto rapporti conflittuali con i corrieri."
"Ma no, stai sereno. Andrà tutto benissimo. Ho comprato da Amazon tantissime cose e il corriere mi chiama tutte le volte e ci mettiamo d'accordo."
"Il tuo, forse... ma non il mio... qui mica siamo a Roma!".

Questa mattina, dopo aver passato due giorni chiuso in casa per colpa di un raffreddore tremendo, sono uscito a fare un po' di spesa. 
Mentre gironzolo tra gli scaffali mi squilla il cellulare. Guardo il display: un numero che non ho in rubrica. Rispondo: "Pronto'"
"Oh, mi scusi... ho sbagliato numero!" il tizio chiude la comunicazione senza darmi il tempo di replicare. 
Riprendo a fare la spesa, mi avvicino alla cassa e mentre dispongo la merce sul nastro trasportatore... il cellulare squilla ancora. 
"Pronto..." 
Sarà lo stesso tipo di prima, penso. Che palle!
"Pronto... senta, ho un pacco per lei, sono sotto casa sua e lei non c'è!"
"Eh, sì... lo so. Sono in giro per delle commissioni... mi dica?"
"Non può tornare a casa per ritirare il pacco?"
"Potrei anche... ma ci metto almeno 20 minuti."
"No, è troppo... non posso aspettare così tanto..."
"Meno di così non riesco... sono a piedi..."
"Accidenti... a piedi..."
"Allora... come facciamo?"
"Lei dov'è di preciso?"
Gli indico via e numero civico.
"Ma lei non può venire qui?"
"Non prima di venti minuti... gli ho già detto che sono a piedi."
"Ok... allora vengo io... intanto ci metto solo 5 minuti!"
Tutto questo avviene mentre passo il bancomat alla cassiera, pago, infilo la spesa nelle buste e cerco di non inciampare sulle sportine impilate davanti alla cassa. 
La cosa più divertente era la voce monocorde del corriere... mi sembrava di parlare con un depresso cronico sotto effetto di psicofarmaci.
Esco dal supermercato, mi fermo sul marciapiede e attendo l'arrivo del corriere.
Passano 10 minuti e il cellulare riprende a suonare.
E' lui.
Si è perso. Capisco dove si è fermato dopo una serie di spiegazioni sconclusionate e lo raggiungo.
Mi trovo davanti un ragazzo di 25 anni, alto e allampanato, che si guarda in giro disperato.
"Ma lei dov'era?"
"Davanti al n° 6... è andato oltre..."
Discutiamo un attimo mentre firmo e gli chiedo: "Ma perché non mi ha chiamato prima di passare a casa?"
"Io non sono tenuto a farlo... potevo lasciargli l'avviso e poi andava lei a ritirare il pacco..."
"Ma su Amazon dicono diversamente..."
"E sbagliano... anche perché le telefonate le pago io... mica Amazon!"
"Mi dispiace... allora la ringrazio per avermi portato il pacco. E' stato gentile... posso offrirgli un caffè?"
"Grazie... ma non ho tempo... devo correre a Sassari."
Ci salutiamo e lo guardo andare via con la testa bassa e il passo lesto.

Ecco... ancora una volta mi convinco che tra il mondo perfetto che ci illustrano - e promettono - nei tanti siti strafighi dove puoi comprare tutto... e la realtà reale... c'è uno scarto che noi, consumatori smaniosi, non vogliamo vedere. 
Quel giovane corriere poteva lavarsene le mani... e invece, non lo ha fatto... per gentilezza o per paura di una nota negativa nel grafico che analizza la sua efficienza lavorativa?

Si accettano scommesse. 

2 commenti:

  1. ih ih ... anche io ho un rapporto strano coi corrieri: c'è quello della Bartolini che oramai mi conosce e se non c'è mia mamma (da me i corrieri non arrivano,manco la posta), lascia i pacchi a mia zia e mi telefona per avvisarmi; se capita scambiamo due battute ed è sempre
    cortesissimo Gli altri trovano più comodo lasciare il biglietto nella cassetta delle lettere; io lo faccio sempre presente ad AMAZON: voglio il corriere della Bartolini!

    RispondiElimina
  2. Almeno si scambiano due parole, no? :-)

    RispondiElimina