martedì 18 dicembre 2012

COLLA O NON COLLA

 
Non sono una volpe.
Sicuramente resterò sempre al palo.
 
Ieri ultima lezione dell'anno del corso di editoria.
C'era molto freddo...così freddo che neanche la stufa riusciva a scaldare davvero l'ambiente.
Abbiamo parlato dell'oggetto libro: le sue parti, il modo di pensarlo e costruirlo...qualità della carta, delle copertine, della rilegatura. Imparare a cogliere le differenze per riconoscere le case editrici che fanno le cose con un criterio serio e quelle, troppe, anche importanti, bravissime a risparmiare un po' troppo. Pagare 17 euro un libro di 150 pagine, incollato, è un furto. Come sono tornato a casa ho controllato subito i libri che avevo sottomano e, SORPRESA, la colla c'era...eccome!
Al corso abbiamo parlato anche di ebook...un argomento che mi sta molto a cuore...chissà perché!
Chi lo sostiene...chi no...chi vede un futuro roseo...chi sostiene che la carta non sparirà mai!
Io leggo gli ebook e anche tanti libri cartacei...una scelta non esclude l'altra.
Se un'autrice come Susanna Raule ipotizza che il suo romanzo, uscito in entrambe le versioni, su un campione di 100 copie, ne ha venduto una in ebook, e 99 in cartaceo, rende bene l'idea della dimensione ridotta del mercato del libro digitale. 
In attesa di scoprire cosa si prova a vedere una propria storia, volpi permettendo, in formato cartaceo...continuo a sognare le mie storie dentro un libro, possibilmente cucito e non incollato.

sabato 15 dicembre 2012

IL POTERE DELL'ARTE

 
Vi piace la pittura di Edward Hopper?
 
"La sua evocativa vocazione artistica si rivolge verso un forte realismo, che risulta la sintesi della visione figurativa combinata con il sentimento struggente e poetico che Hopper percepisce nei suoi soggetti.
Diceva: "non dipingo quello che vedo, ma quello che provo".
Predilige immagini urbane o rurali, immerse nel silenzio; i suoi spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di metafisico, che comunica allo spettatore un forte senso di inquietudine. La composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci fredde, taglienti e volutamente "artificiali", sintetici i dettagli.
La scena è spesso deserta; raramente vi è più di una figura umana, e quando ve ne è più di una, sembra emergere una drammatica estraneità e incomunicabilità tra i soggetti che ne accentua la dolorosa solitudine.
Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio". Hopper utilizzò composizioni e tagli fotografici simili a quelli degli impressionisti, che aveva visto dal vero a Parigi all'inizio del Novecento, ma di fatto il suo stile fu personalissimo e imitato a sua volta da cineasti e fotografi."
 
Bene, dopo aver visto queste opere mi sono fermato un attimo a pensare. Mi ricordavano Hopper, ma non ne ricordavo nessuna in modo particolare.
Poi la scoperta della verità: i "quadri" sono in realtà delle bellissime foto di Laetitia Molenaar, ispirate alla complessità dei passaggi di E. Hopper, e costruite sulle emozioni illuminate dalle sue pennellate essenziali.
Il risultato è sorprendente e leggermente spiazzante.
 
Le opere di Hopper vengono spesso usate dalla case editrici per le copertine dei loro libri...e tutte le volte che me ne capita in mano uno, confesso la mia debolezza: mi fermo a guardarla con attenzione, apro il libro, leggo la quarta di copertina, la biografia dell'autore e cerco di capire il perché di quella scelta.
A volte ci arrivo subito, altre no...rimetto il libro al suo posto e vado oltre.
Potere delle immagini...dell'arte...dell'amore.
 
 
 
 
 

venerdì 14 dicembre 2012

LA TRAVE NELL'OCCHIO

 
Ieri sono partite le pre-iscrizioni alla quarta edizione del Torneo IoScrittore di GeMS.
Un altro giro di ruota, un altro salto nel vuoto, un'altra mano di carte.
In questo caso fortuna fa rima con culo.
E sì, il Fattore Culo viene citato spesso da diversi vincitori delle precedenti edizioni, per evidenziare una semplice verità: arrivare alla meta non dipende unicamente dalle qualità dell'autore e dalla bontà della storia.
Devi trovare i lettori giusti per andare avanti, devi capitare tra le mani dell'editor giusto e, soprattuto, devi avere la storia giusta nel momento giusto.
Tentar non nuoce, nonostante i tiratori scelti, i bari, gli invidiosi e i presuntuosi.
In fondo, spedire un manoscritto, cartaceo o per email, a una delle tante case editrici che imperversano sul mercato, è un'impresa non meno ardua di lanciare un sasso nelle acque torbide di un concorso letterario.
I manoscritti vanno spesso al macero senza venire letti (problemi di spazio, mancanza di personale, chiusura del mercato...ecc. ecc.) e può capitare di sentirti dire tutto e il contrario di tutto.
Hai una storia con un vampiro? Tranquillo...vanno alla grande! Ma no, un vampiro? Sono già passati...brodo riscaldato...non hai per caso una signorina sexy che divora i suoi amanti?
Ma scrivi un giallo, no? Il giallo tira quanto il pelo...non lo sai?
Sesso e morte. Un connubio perfetto!
Peccato che io non sia una macchinetta e gettone e non riesca a scrivere le cose a comando: ne deduco che non potrò mai campare mettendo in vendita la mia penna come ghost-writer.
Mi dispiace Barbara D'Urso.
La mia esperienza al Torneo mi ha permesso di provare diverse emozioni: sono arrivato in finale, ma sono stato anche buttato fuori al primo giro. Motivazione? Linguaggio volgare. Sì, è vero...i tossici non parlano come due professori d'italiano, ma tu, forse, hai esagerato a puntare l'attenzione su personaggi così degradanti. Potevi scegliere un esempio positivo...tipo...tipo...un uomo che salva 123 passeggeri uccidendo il dirottatore dell'aereo su cui viaggiano. Poco originale? Mmmm....forse hai ragione. Meglio un vendicatore mascherato con le ali da pipistrello.
Che faccio? Partecipo o non partecipo? Mi illudo di avere una VOCE capace di far vibrare le corde di un direttore editoriale...o mi rassegno a vivere nell'anonimato per l'eternità?
Mi sa che cedo alla tentazione per non cadere in depressione...ecco, sì...opto per il male minore.
Nella vita è spesso una questione di scelte...giuste e opportune.
Storia giusta-momento giusto-editor giusto-concorso giusto-lettori giusti-culo giusto...tutto tondo...tutto perfetto.
 
Ho deciso.
 
VOGLIO UN PO' DI CULO ANCHE IO!
 
Dove devo firmare, grazie?

martedì 11 dicembre 2012

LA TAGLIOLA E IL LIBRAIO

 
Ieri sera, nella nuova lezione del corso sull'editoria, abbiamo parlato di come un libraio lavora con le case editrici e con i distributori.
Il libraio che ci ha tenuto la lezione è un libraio indipendente, quindi la sua visione delle cose, il suo rapporto con la realtà, non può essere paragonato a quello di una libreria di catena (Mondadori, Feltrinelli ecc.).
Un operatore del settore che sceglie di essere "fuori dal mercato", indirizzandosi sempre meno sulla narrativa, e puntando sulla saggistica, con un'attenzione particolare ai temi politici ed economici. Decide, coscientemente, di dire "no" ai libri di cassetta (vedi Vespa) che le permetterebbero di "fare cassa", e "resiste", offrendo qualcosa di diverso, di settoriale, di fortemente voluto, amato, condiviso con i suoi clienti-amici-lettori.
E lo fa inserendo nel punto vendita anche artigianato sardo di qualità, scegliendo gli artigiani, piccoli, piccolissimi; proponendoli, valorizzandoli, contro l'omologazione del souvenir Made in China.
In Sardegna ci sono solo due grandi distributori, il terzo chiuderà i battenti il 31 dicembre di quest'anno. Nato solo 2 anni fa, è passato da un'insolvenza del 25% da parte delle librerie, nel primo anno di attività, a un'insolvenza del 75% nel secondo. Una situazione tragica che ha portato il distributore verso una scelta triste e complicata: quella di chiudere (o fallire).
Le altre due realtà si muovono con metodiche diverse. Il più grosso richiede pagamenti a 60 giorni cascasse il cielo in terra, il più piccolo è meno fiscale e opta per una specie di conto-deposito (a fine anno si fanno i conti e si paga il dovuto). Questo cosa comporta? Semplice: nel primo caso il libraio, con la mannaia del pagamento a 60 giorni, quando ordina, preferisce prendere autori sicuri e puntare meno sulle piccole case editrici e sugli autori esordienti (troppo rischiosi) e il distributore si ritrova con tutte le copie di una C.E. piccola in magazzino, anche se la C.E. ha chiesto al distributore di portarli comunque nei punti vendita, pur di dare visibilità al prodotto. Molti libri quindi fanno muffa in magazzino e non arrivano mai nello scaffale delle librerie.
Nel secondo caso, il libraio, ordina più sereno e può sperimentare strade nuove, autori nuovi, piccole realtà alternative.
Normalmente la distribuzione si prende il 35-40% del prezzo di copertina, il 28% rimane al libraio e il resto all'editore che, se è serio, paga anche i diritti all'autore (5-7%). Quindi vi chiederete...con un margine di guadagno così ridotto, come fanno le grandi librerie di catena a fare sconti del 25%? Semplice: hanno margini di sconto maggiori da parte delle case editrici che guadagnano sulla quantità di libri venduti.
Per le librerie c'è anche il problema del reso. Se anni fa restituire i libri costava poco; c'era infatti un decreto legge che permetteva di usufruire di sconti particolarmente agevoli per la restituzione dell'invenduto (si parla di quello che oggi equivarrebbe a 5 euro per un pacco di 30 kg.), oggi non è più così. Una delle prime cose che ha fatto il governo del Biscione appena insediato, è stata quella di eliminare questa agevolazione SOLO , e ripeto...SOLO, alle librerie indipendenti.
Perciò, mentre le grandi catene continuano ancora a usufruirne, i piccoli devono ricorrere a dei corrieri, con dei costi di spedizione altissimi che vanno a rosicchiare quel misero 28 % di guadagno di cui ho parlato prima.
Con questo tranello si spiega perché le librerie indipendenti ordinano con oculatezza...temendo fondi di magazzino eccessivi...e rispettivi costi di smaltimento. 
Non so se avete intuito come siamo messi, ma la situazione è tutto meno che rosea.
I distributori sono cari, le librerie non riescono a onorare i pagamenti, le case editrici piccole (nel caso di autogestione) non vedono i soldi, i nuovi libri in programma non si pubblicano, tutto il meccanismo si blocca e la piccola editoria, e le piccole librerie, arrancano. 
 
Se pensavate di aprire una libreria...ecco...meditate con attenzione (non parliamo di una casa editrice!). 
I denti della tagliola sono voraci e affilati, e non tutti possono vivere di ideali con un misero 28% di guadagno (anche perché è un 28% apparente...e non di sostanza).
 
Pensateci quando comprate un libro nelle grandi catene. Pensateci al vostro gesto.
E' un gesto politico importantissimo. Pensate alla piccola libreria sotto casa...alla fatica che fa per restare aperta...un presidio invisibile per non cedere al ricatto dei numeri, per non cedere all'idea imperante che un libro è un prodotto da vendere esattamente come una scatola di biscotti. 
Non è così.
Non deve essere così. 
Mai.

giovedì 6 dicembre 2012

FARNESI EDITORE: PICCOLI EDITORI CRESCONO

 
Ho sempre pensato che uno dei modi più intelligenti per spendere i soldini di Natale è quello di regalare alle persone che amiamo un bel libro. In linea di massima è una scelta anche economica: se non si cercano libroni fotografici in confezione extra-lusso, con 15 euro (di media) si possono regalare degli ottimi libri con una cifra che in altri ambiti commerciali ci consetirebbe ben poco.
La cosa più bella è andare a cercare le piccole realtà editoriali che propongono libri curati nei minimi particolari: libri fatti con amore, costruiti pezzo per pezzo, scegliendo belle copertine (quante cover orribili si vedono in giro anche pubblicate da marchi prestigiosi?) storie interessanti e autori esordienti.
Oggi voglio parlarvi di una Casa Editrice che non ha ancora un anno di vita: la FARNESI EDITORE. Si tratta di una piccola realtà che per le feste di Natale ha deciso di uscire con due nuovi titoli che stuzzicano la fantasia dei bambini, affiancandoli al loro primo successo editoriale, ovvero: MELODIA E ALTRE STORIE di ARMANDO MASCHINI (euro 12).
 
Andiamo con ordine,
 
Il libro di Maschini è una raccolta di fiabe e favole dedicata ai bambini e agli adulti amanti del genere fantastico,  e a tutti coloro che vogliano ritrovare un momento di tenerezza e riflessione con i loro figli. L’autore è un papà molto presente, il suo linguaggio incanta.  I disegni tutti da colorare permettono al bambino di esprimere le sensazioni provate durante la lettura. Le tavole sono di Valentina D'Urbano, una bravissima illustratrice e recentemente anche un apprezzata scrittrice.
 
Il secondo romanzo, fresco di stampa è LA SORELLA DI BABBO NATALE (euro 12).
 
 
 
La sorella di Babbo Natale, è una fiaba natalizia che ci fa conoscere una figura nuova della famiglia di Babbo Natale, la sorella Giovanna. Il testo e i disegni sono il frutto della collaborazione di due amiche, una scrittrice Anna Genni Miliotti, e una illustratrice Susanna Fierli, entrambe apprezzate e conosciute nell’ambito della letteratura per ragazzi. Il risultato è un prezioso piccolo libro  che riporta grandi e piccini in un mondo fantastico, immutato eppure moderno. La storia,  pur facendoci riflettere sull’importanza di chi lavora nell’ombra per il bene di tutti, e la validità della collaborazione, ci  regala  una piacevole, magica e divertente lettura.
 
Il terzo libro è il progetto più articolato e complesso. Si intitola NON VOGLIO VEDERE VERDE (15 euro).
 
Non voglio vedere Verde è un libro di ricette e favole pensato per le mamme di  bambini che non amano le verdure. La sua composizione è multipla, come i suoi scopi. Alleggerire l’ansia delle mamme di bimbi che odiano il colore Verde nel piatto, suggerendo loro ricette sane e complete di ortaggi, divertire i bambini attraverso disegni e fiabe ricche di buffe Verdure, e aiutare e far conoscere la ONLUS ANTICITO, che si prodiga per il sostegno a mamme e bambini colpiti da "Citomegalovirus" in gravidanza. Raccoglie infatti ricettine divertenti per bambini difficili a tavola, inventate o rielaborate da una mamma speciale, Giada Briziarelli, che non si è mai arresa né al Citomegalovirus, né al rifiuto del colore Verde nel piatto da parte dei suoi bambini.
Fiabe di scrittori noti e meno noti,  personaggi che fanno tutt’altro lavoro nel mondo dello spettacolo, o dell’informazione, e semplici amici, che si sono uniti a lei in un gesto di generosità e hanno regalato una storia per comporre questo testo il cui ricavato andrà in buona parte devoluto all’Anticito, Onlus fondata  e seguita da Giada Briziarelli e suo marito Andrea Benetton.
Il volume è corredato da disegni abbinati alle fiabe,  offerti da un artista, musicista e maestro molto amato dai suoi alunni, Francesco Perrotta.
Alla creazione del libro hanno partecipato: Christina Bachman, Caterina Balivo, Giada Briziarelli, Ilaria Calvani, Sara Castellani e Alice Pucci, Francesca Ciardi, Benedetta Contini Bonacossi, Dorotea De Spirito, Elsa Di Gati, Beppe Fiorello, Federica Fontana, Alessandra Gaggioli, Enzo Ghinazzi, Monica Leofreddi, Marco Liorni, Annalisa Manduca, Rita Marcotulli e Francesco Giardinazzo, Armando Maschini,Simona Mazzei, Federico Moccia, Ilaria Moscato, Giorgio Pasotti, Antonella ed Elisabetta Quaranta, Maria Rodighiero, Maddalena Sadocchi, Toni Scervino, Enrico Vanzina, Stefano Ziantoni.
IMPORTANTE: Il 21 dicembre la FARNESI EDITORE sarà a Treviso con l’associazione "Rugby for life", in una serata organizzata in piazza dei Signori, e il 23 di dicembre con la nazionale italiana rugby a Serravalle (Treviso) al locale Da Lauro. In ambedue gli appuntamenti sarà venduto il libro “Non voglio vedere verde” e la nazionale italiana rugby firmerà le copie dei libri in vendita.
Ecco tre piccoli esempi di regalo perfetti per il Natale. Ho parlato di questo e di altro con Federica Gnomo, curatrice della C.E.; il frutto della nostra conversazione si può condensare in 10 domande e 10 risposte.
1-     Ciao Federica, ci vuoi presentare la casa editrice per cui lavori e dirci com’è nata e con quali intenti?
Ciao e grazie per darmi la possibilità di presentare Farnesi Editore di Prato. La casa editrice è giovanissima, nasce nel gennaio 2012, dopo una mia esperienza di 5 anni dietro le quinte di un noto editore e il contatto con molti bravi autori italiani sconosciuti. Volevo offrire ai lettori prodotti che io stessa non trovavo, e dare possibilità ad autori sconosciuti di pubblicare gratuitamente e in veste accurata le loro opere secondo me vincenti,  opere che vengono scartate dai grandi editori solo perché non arrivano dai canali giusti, o perché troppo fuori schema.
2-     Avete pubblicato tre libri che si rivolgono a un pubblico giovanissimo. Bambini e adulti mai cresciuti. È un caso o una linea ben precisa della Farnesi?
Questo sinceramente è stato un caso, ero intenzionata a pubblicare fiabe fatte in un certo modo, per adulti e ragazzi, e ho avuto la fortuna di incontrare Armando Maschini. Prima ancora di fondare la casa editrice già sapevo che lo volevo pubblicare. Il resto è venuto parlando e progettando, come spesso accade. Ma in catalogo il prossimo anno avremo altro. Intanto pubblicheremo il vincitore del nostro primo concorso “Il tuo libro in libreria”
3 – Cosa spinge dei matti ad aprire una casa editrice seria (non a pagamento) in un momento così delicato per l’editoria?
La passione, la voglia di mettersi in gioco. Oggi non è difficile aprire una casa editrice e stampare libri, soprattutto se hai dei finanziatori. È come si produce e con che valori  che determina la differenza, a me, come editore, alcuni tipografi hanno offerto possibilità di risparmiare molto e uscire con allestimenti incollati, ho rifiutato. Gli autori Farnesi devono sapere che con noi avranno un prodotto bellissimo e non scadente, illustrazioni, merchandising, e saranno orgogliosi di questo.
4 -     Tu ami anche scrivere. Questo ti aiuta nella ricerca degli autori o ti limita?
Io mi diletto a scrivere, ho affrontato e affronto il calvario dello scrittore, conosco i due fronti, i limiti e i sogni. Questo mi ha molto avvantaggiato.
5 -     I tuoi generi preferiti?
Come scrittrice sono da sempre rosa ma con sfumature hot, come lettrice non tanto. Leggo qualsiasi cosa catturi la mia attenzione come  linguaggio. Non amo gli scrittori troppo saccenti, né i sensazionalisti, mi piace chi scrive semplice e chiaro, poetico ma non stucchevole, odio le descrizioni sbrodolate. Non amo l’horror e poco il giallo. Preferisco autori gay che trovo sensibili e autori indiani o cinesi quando si deve parlare d’amore e sociale. Li trovo molto diretti. Come editore mi sdoppio e valuto tutto, ci sono molte variabili: originalità, impatto, correttezza, target, distribuzione, costi. Ma se mi innamoro di un autore e ci credo faccio di tutto per valorizzarlo.
6-     Se dovessi dare un consiglio a uno scrittore esordiente…quale sarebbe?
Non arrendersi e non stressarsi, ma soprattutto proporsi bene, pensando di dover fare i conti col mercato che, in ogni caso, comanda sempre. Fare una scheda di presentazione chiara, con sinossi esaustiva e primi tre capitoli al massimo. Una biografia concisa, che punti sulla disponibilità a promuoversi. Ci sono periodi finestra per mandare i manoscritti, di solito gennaio febbraio o settembre.
7– Tre cose da non fare assolutamente quando si presenta un manoscritto a una casa editrice.
Mandare tutto e in modo disordinato; mandare cose che la casa editrice non tratta, e mostrarsi vanagloriosi.
8- Progetti futuri con la Farnesi? Ci puoi svelare qualcosa?
Daremo l’avvio a due collane previste; non posso svelarne i risvolti particolari che devono avere i romanzi.
9 – Uno spot per invogliare i lettori del blog  a comprare un vostro libro per feste di natale?...vai…
Regalate un libro di un autore  italiano e fatto con amore, non rimarrete delusi.
10- E per finire…cosa ti auguri di ricevere da Babbo Natale?
Tanto successo per Farnesi al fine di poter fare felici tanti scrittori esordienti e non.
N.B. - ringrazio Federica per la collaborazione e per la puntualità delle sue risposte.
Sono sicuro che le piccole gemme che sono state pubblicate dalla FARNESI troveranno il loro spazio e il loro raggio di luce in un mercato sempre più in crisi. Spesso le piccole realtà riescono a valorizzare un autore come le grandi realtà fanno sempre meno. Crediamoci e scegliamoli...come autori e come lettori. Un piccolo gesto che può valere più di quanto immaginiamo.

lunedì 3 dicembre 2012

SPULCIA-IDEE

 
Anche questo Natale la parola d'ordine è MODERAZIONE.
Solo un regalo per ogni singolo componente della famiglia.
Si decide cosa si vuole e tutti partecipano per comprare il "pensierino".
Io non ho ancora deciso.
E così metto qui un po' di idee e vediamo se mi/vi viene qualche idea.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
O mi butto sul classico libro?
 
Mah!

domenica 2 dicembre 2012

ANCORA

 
Piccoli passi nel vuoto
danze miracolose
improbabili raduni
proclami e slogan
Accendi la candela
calpesta la noia
ricordati di ricordare
una volta
una volta soltanto
un nodo alla memoria
quella che escludi
quella che ignori
come un cane affamato
sempre qui
a leccare la vita
la tua
la mia
di quello che passa senza dire niente
della ragazza che hai spiato con discrezione
della donna che hai chiamato madre
dell'uomo che hai spinto giù dalle scale
Mostrine, saluti, alzabandiera.
Piccoli passi nel vuoto
in una strada incosapevole
tu, ancora qui
fantasma gentile
con la tua mela biologica
chiama
e io ti rispondo
chiama e fai che questo lasso di tempo
sia vento caldo tra di noi
Se mi volto
ti sento
se mi volto
ci sei
ancora
incastrato tra i denti.

sabato 1 dicembre 2012

IL GIOCATTOLAIO di STEFANO PASTOR

 
"Le famiglie perfette esistono solo alla televisione, sono un'illusione. L'illusione più grande di tutte. Il compito di una famiglia è quello di proteggere i propri figli. Ma che succede quando la famiglia è una minaccia?"
 
Inizio questa recensione estrapolando una frase dal romanzo di Stefano Pastor, "Il giocattolaio", e lo faccio perché il titolo originale dell'opera era "L'illusione" (il romanzo ha partecipato e vinto l'edizione 2011 del Torneo di GeMS) e perché di illusioni, appunto, si parla nel libro.
Partiamo dalle mie illusioni. Mi spiego meglio: il cambio di titolo, il richiamo in copertina (Guarda. Entra. Scegli. E spera che non ti costi troppo) e la foto, mi avevano fatto credere di trovarmi davanti a un romanzo con qualche debito di riconoscenza a "Cose preziose" di Stephen King.
Immaginavo la bottega di un giocattolaio dove chi entra per comprare un giocattolo rischia di ritrovarsi tra le mani qualcosa di diverso da quello che desiderava. Mi sbagliavo: era solo un'illusione.
Il giocattolaio Peter (vi ricorda qualcosa Peter Pan?) è tutto meno che un uomo pericoloso e con qualche mistero di troppo.
E allora di cosa parla il romanzo? Parla di bambini e adulti. Anzi, parla di figli e padri, di figli e madri, di figli e famiglie esplose, disperse o miseramente allo sbando. Il tutto immerso in un luogo chiamato in modo neutro "Il Quartiere", dove negli ultimi mesi sono scomparsi dei bambini, e dove la crisi ha fatto scappare la gente. C'è miseria, desolazione, disperazione. Interi palazzi e case abbandonate al degrado, alle ombre, ai vagabondi senza una meta da raggiungere.
I bambini protagonisti girano come trottole impazzite alla ricerca di un senso, una strada, una casa, una carezza...e si perdono nei meandri di un labirinto senza fine e, ahimè, senza pace.
Non vi voglio raccontare la trama. I libri si devono leggere e scoprire.
Posso solo dire che la scrittura è secca, essenziale, quasi telegrafica, come va tanto di moda ultimamente (niente King quindi...qui non si spreca fiato) ma una cosa è certa: il romanzo poteva essere asciugato ancora un po'.
Le prime 100 pagine sono lente e...ripetitive. Un loop che porta un po' allo sfinimento e ti fa desiderare più di una volta di mollare il tutto. Trovo ad esempio sacrificabile tutta la parte sulla sparizione del piccolo vicino di casa di Mina, una delle protagoniste del romanzo.
Il meccanismo della storia scatta solo verso pag. 170. E quando scatta...ve lo posso assicurare, sono dolori per tutti. Qui l'orrore arriva e fa male. Malissimo. La parte migliore del libro.
Un libro triste, disperato, allucinato...un po' troppo sovraesposto...i caratteri dei personaggi sono sempre estremi. Più di una volta ho provato fastidio per le loro reazioni ma, questo, non è sempre un difetto: vuol dire che il meccanismo-tagliola mi ha catturato alla grande.
La fine è catartica solo in apparenza. Le ferite non si dimenticano. E' pura illusione pensare il contrario.
 
Titolo: Il giocattolaio - Fazi Editore.
Pagine: 397
Copertina: 6 (si poteva fare di più...il viso della bambola...altra illusione...fa pensare a ben altro!)
Stile: 7 (con punte da 9...vedi la parte finale).
Trama: 8
Personaggi: alcuni convincono più di altri...io ho amato Massimo e Marco...soprattuto l'ultimo.
Consigliato: a chi ha pochi soldi (costa  solo 9.90 euro) e a chi non ha paura di tornare a scuola.
 
Iniziamo l'appello!