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lunedì 14 gennaio 2013

CASSATE ITALIANE

Ecco che dopo il "Sì" della Cassazione per l'omogenitorialità, i politici italiani, rimasti letteralmente a bocca aperta, hanno sparato le loro "CASSATE"! 
Ci ha pensato CONDIVIDILOVE a colpire ancora con dei manifesti-caricatura dei nostri politicanti...che urlano le loro perle di saggezza dopo aver letto la sentenza della Cassazione: 

"Non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale. In tal modo si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto famigliare per il bambino".
Cassazione., Sez. 1, sent.n.601/2013, (12.01.2013).




 I politici sono caricature deformi della realtà...pensateci quando votate. Pensate alle persone che conoscete, amate e frequentate nella realtà...gay e non...saranno sicuramente molto meglio di queste facce mostruose (facce che nascondono pensieri, opinioni e una visione del mondo dove mi sarei sinceramente stufato di vivere!).
E voi?

E per sentirci ancora più alieni, vi posto l'articolo che parla delle dichiarazioni di Jodie Foster, fatte durante la cerimonia per ritirare un premio alla carriera. Donna molto discreta, non aveva mai parlato in pubblico della sua vita privata, della sua storia d'amore durata 20 anni con Cydney Bernard, e dei due figli nati e cresciuti nel cuore di questa "Modern Family".
Per leggere l'articolo...cliccate QUI!

domenica 30 dicembre 2012

DIMMI CHE DESTINO AVRO'

 
Ho visto DIMMI CHE DESTINO AVRO', l'ultimo film di Peter Marcias, grazie allo streaming gratuito disponibile sul portale de La Repubblica dal 20 dicembre al 6 gennaio 2013.
Un bel regalo per tutti coloro che vorranno festeggiare il Natale con una storia speciale: una storia che parla d'amore, di integrazione, di diversità, di accoglienza, e lo fa usando i silenzi, le atmosfere, i volti, gli occhi, i particolari più insignificanti del paesaggio, la voce stessa dei personaggi.
Il film racconta un doppio viaggio, quello di una donna di origini rom che torna a Cagliari per la sparizione di suo fratello, e quello di un commissario che si avvicina al campo dei rom per indagare su quella strana scomparsa, con tutta la diffidenza e l'ignoranza di chi non conosce davvero quel mondo ricco di usanze e tradizioni.
Tra i due nascerà un sentimento non convenzionale, fatto di attese, piccole sfide, appuntamenti saltati, inviti, tazze di caffè, sfoghi, lacrime e sorrisi inattesi.
Il regista segue i suoi personaggi con discrezione, fermandosi sempre un attimo prima dello svelamento totale. C'è attesa...e c'è poesia.
Ottimi gli attori, molti non professionisti. Su tutti svettano l'attrice albanese che interpreta il ruolo della rom, una bellissima e bravissima Luli Bitri, e l'attore Salvatore Cantalupo (già visto in "Gomorra"), un commissario dal viso triste e sornione che lascia il segno nel cuore degli spettatori.
 
 
"Dimmi che destino avrò parla essenzialmente d'amore - spiega il regista Peter Marcias - della possibilità di ascoltarci senza tener conto dell'etnia, della religione, del colore della pelle e di altro ancora: una strada difficile, ma è la mia". Mentre il produttore Gianluca Arcopinto, che con la sua Pablo distribuisce il film, sottolinea l'importanza della visione in streaming attraverso un sito a grande diffusione come Repubblica.it: "Una scelta che diventa un dono per tutte le famiglie - dichiara - che direttamente e comodamente da casa, e nel pieno del periodo natalizio, potranno fruire questo nuovo film di Natale".
(dichiarazioni estrapolate dal sito de La Repubblica).
 
Un bellissimo regalo...cosa aspettate a cliccare sul play?
(Basta cliccare sul titolo del film all'inizio del post per aprire la pagina di Repubblica.it e guardare il film.)

martedì 11 dicembre 2012

LA TAGLIOLA E IL LIBRAIO

 
Ieri sera, nella nuova lezione del corso sull'editoria, abbiamo parlato di come un libraio lavora con le case editrici e con i distributori.
Il libraio che ci ha tenuto la lezione è un libraio indipendente, quindi la sua visione delle cose, il suo rapporto con la realtà, non può essere paragonato a quello di una libreria di catena (Mondadori, Feltrinelli ecc.).
Un operatore del settore che sceglie di essere "fuori dal mercato", indirizzandosi sempre meno sulla narrativa, e puntando sulla saggistica, con un'attenzione particolare ai temi politici ed economici. Decide, coscientemente, di dire "no" ai libri di cassetta (vedi Vespa) che le permetterebbero di "fare cassa", e "resiste", offrendo qualcosa di diverso, di settoriale, di fortemente voluto, amato, condiviso con i suoi clienti-amici-lettori.
E lo fa inserendo nel punto vendita anche artigianato sardo di qualità, scegliendo gli artigiani, piccoli, piccolissimi; proponendoli, valorizzandoli, contro l'omologazione del souvenir Made in China.
In Sardegna ci sono solo due grandi distributori, il terzo chiuderà i battenti il 31 dicembre di quest'anno. Nato solo 2 anni fa, è passato da un'insolvenza del 25% da parte delle librerie, nel primo anno di attività, a un'insolvenza del 75% nel secondo. Una situazione tragica che ha portato il distributore verso una scelta triste e complicata: quella di chiudere (o fallire).
Le altre due realtà si muovono con metodiche diverse. Il più grosso richiede pagamenti a 60 giorni cascasse il cielo in terra, il più piccolo è meno fiscale e opta per una specie di conto-deposito (a fine anno si fanno i conti e si paga il dovuto). Questo cosa comporta? Semplice: nel primo caso il libraio, con la mannaia del pagamento a 60 giorni, quando ordina, preferisce prendere autori sicuri e puntare meno sulle piccole case editrici e sugli autori esordienti (troppo rischiosi) e il distributore si ritrova con tutte le copie di una C.E. piccola in magazzino, anche se la C.E. ha chiesto al distributore di portarli comunque nei punti vendita, pur di dare visibilità al prodotto. Molti libri quindi fanno muffa in magazzino e non arrivano mai nello scaffale delle librerie.
Nel secondo caso, il libraio, ordina più sereno e può sperimentare strade nuove, autori nuovi, piccole realtà alternative.
Normalmente la distribuzione si prende il 35-40% del prezzo di copertina, il 28% rimane al libraio e il resto all'editore che, se è serio, paga anche i diritti all'autore (5-7%). Quindi vi chiederete...con un margine di guadagno così ridotto, come fanno le grandi librerie di catena a fare sconti del 25%? Semplice: hanno margini di sconto maggiori da parte delle case editrici che guadagnano sulla quantità di libri venduti.
Per le librerie c'è anche il problema del reso. Se anni fa restituire i libri costava poco; c'era infatti un decreto legge che permetteva di usufruire di sconti particolarmente agevoli per la restituzione dell'invenduto (si parla di quello che oggi equivarrebbe a 5 euro per un pacco di 30 kg.), oggi non è più così. Una delle prime cose che ha fatto il governo del Biscione appena insediato, è stata quella di eliminare questa agevolazione SOLO , e ripeto...SOLO, alle librerie indipendenti.
Perciò, mentre le grandi catene continuano ancora a usufruirne, i piccoli devono ricorrere a dei corrieri, con dei costi di spedizione altissimi che vanno a rosicchiare quel misero 28 % di guadagno di cui ho parlato prima.
Con questo tranello si spiega perché le librerie indipendenti ordinano con oculatezza...temendo fondi di magazzino eccessivi...e rispettivi costi di smaltimento. 
Non so se avete intuito come siamo messi, ma la situazione è tutto meno che rosea.
I distributori sono cari, le librerie non riescono a onorare i pagamenti, le case editrici piccole (nel caso di autogestione) non vedono i soldi, i nuovi libri in programma non si pubblicano, tutto il meccanismo si blocca e la piccola editoria, e le piccole librerie, arrancano. 
 
Se pensavate di aprire una libreria...ecco...meditate con attenzione (non parliamo di una casa editrice!). 
I denti della tagliola sono voraci e affilati, e non tutti possono vivere di ideali con un misero 28% di guadagno (anche perché è un 28% apparente...e non di sostanza).
 
Pensateci quando comprate un libro nelle grandi catene. Pensateci al vostro gesto.
E' un gesto politico importantissimo. Pensate alla piccola libreria sotto casa...alla fatica che fa per restare aperta...un presidio invisibile per non cedere al ricatto dei numeri, per non cedere all'idea imperante che un libro è un prodotto da vendere esattamente come una scatola di biscotti. 
Non è così.
Non deve essere così. 
Mai.