lunedì 8 aprile 2013

RESTARE INDIETRO


Ho deciso da tempo di pulirmi l'anima.
Ho deciso di liberarmi di tutto il superfluo.
Di dire quello che penso o di tacere per non sprecare fiato.
Ho deciso di non perdere tempo dietro a inutili cavilli... di non farmi inquinare dalle chiacchiere e di non dare ascolto alle critiche, alle cattiverie e alle facili etichette.
Ho deciso di essere io... di non piacere a tutti... di sentirmi bene dentro la mia pelle scomoda... di non arrivare a una meta costi quel che costi... di arrendermi prima dell'affanno... di cercare nelle pagine di un libro la pace che mi manca... di cogliere in un gesto amichevole tutto il bello dell'universo.
Non ci sono compromessi che valgano questo osceno mercimonio di idee e sentimenti...
Guardo mia madre e so che non ci sarà per sempre... neanche io ci sarò per sempre e non voglio sprecare il mio tempo per giustificare la mia sincerità.
Ho deciso che posso anche restare indietro...
Scriverò... lo farò fino al mio ultimo secondo su questa Terra... e lo farò per me... e per chi mi vorrà abbracciare senza paura.

Avevo bisogno di ricordarmi queste cose... 
in questa notte di ali spezzate ancora di più...

giovedì 4 aprile 2013

TUTTA MIA LA CITTA'








Uscito dal lavoro alle 23.40... ho camminato per le strade della città e ho scattato qualche foto.
Solo con i miei pensieri ho pensato a Dumas e alla sua macchina fotografica.
I fantasmi... nascosti tra le ombre.
Ricordi e passi mai dimenticati.

martedì 2 aprile 2013

SUPERMAN


La prima settimana di lavoro è passata.
Abbiamo superato pasqua e pasquetta con ritmi di lavoro paragonabili a quelli del mese di agosto - così ci è stato confermato da Wilma e da Claudia - e la nuova squadra sembra funzionare a meraviglia. 
Io che prendo le misure del posto e cerco di barcamenarmi tra frotte di turisti stranieri con il mio inglese claudicante - mi è capitato persino di battezzare una ragazza durante una prenotazione quando, non capendo il cognome, e ancora meno il nome, l'ho guardata e le ho detto: "You are Tina!"... e lei, sorpresa: "I'm Tina?"... "Yes!", ho risposto io, segnando il nome nell'agenda... ovviamente, quando è tornata con il ragazzo, l'ho accolta con un "Hallo Tina!"... lei ha riso e li ho accompagnati al tavolo. Cosa non si fa per tirare a campà! - e Salvatore e Carmelo che ci sorprendono con la loro duttilità e preparazione. 
In questi giorni ho mangiato molta pizza per provare tutti i gusti e poter consigliare i clienti e mi sono messo d'impegno per assaggiare anche la grande varietà di formaggi... mia vera passione. Ho una cotta per l'Ovisard di Thiesi. 
La stanchezza è tanta, i piedi sanguinano e mi maledicono, la schiena impreca e le ore di sonno latitano... anche ora scrivo sul letto... invece di dormire (colpa del cambio repentino di vita e abitudini e di un vento che fa tremare le finestre!)... ma nel mio cuore sento di essere più sereno e con tanti progetti dentro la testa.
Non sono un Superman... cerco di barcamenarmi come tutti... ma guardando in fondo a questo tunnel infinito di precarietà e insicurezza... forse, una piccola luce, inizia a lampeggiare nel buio come a dirmi... "Ehi, di che ti lamenti? Sei vivo, no!"
C'è chi dice che borbotto troppo... che sono sempre scontento e insoddisfatto... e in verità... qualcosa di vero c'è. Insofferente fino al midollo lo sono sempre stato. Mi mangio il fegato e lo sputo a pezzetti piccoli piccoli ma, sotto questa parvenza di rompipalle cronico, c'è una scorza di voglia di fare e di mettersi alla prova.
Ho cambiato vita ancora una volta... vi pare poco?
E non è finita qui...

venerdì 29 marzo 2013

BARATTO


Ieri era il mio primo giorno libero della stagione e ho cercato di usarlo al meglio per fare un po' di visite ad amici e persone care.
A pranzo sono andato a mangiare nel risto-pub dove lavora un amico.
Nel pomeriggio ho fatto un salto a casa dei miei per salutare tutti e bere un caffè.
Dopo il caffè sono passato da mia sorella per vedere i miei nipotini e salutarla. 
Mi sono seduto sul tappeto e ho giocato con loro, godendomi la piccola Carlotta e Riccardo, un tiranno di soli 5 anni. 
Il signorino, a un certo punto mi fa: "Padrino, giochiamo a ciucciapiede?"
"E che gioco è?"
"Io ti metto i piedi in bocca e tu li ciucci!"
"Ah, ecco. Davvero divertentissimo..."
"Dài, giochi?"
"Ma non ci penso proprio!"
"E dài... è divertente..."
"Ok, però ci gioco se dopo, tu, ciucci i miei. Ci stai?"

Il baratto non è andato a buon fine.

giovedì 28 marzo 2013

ANIMA BELLA


A volte capita di uscire di fretta di casa per andare al lavoro: borsa a tracolla, camicia pulita in una busta di carta, pensieri che volano, occhio al quadrante del cellulare per controllare per la millesima volta l'ora. 
Poi ti giri e, per caso, vedi un necrologio appeso sul portone di un vicino. 
Un avviso rettangolare con una foto sgranata. Ti fermi, frenando l'urgenza, e guardi la foto e leggi cosa c'è scritto. 
Leggi il nome, l'età, il messaggio di cordoglio della famiglia e in quel preciso momento, in quell'attimo sospeso, tutto cambia senso, velocità, importanza. 
Ti ho incontrata tante volte con gli occhiali che ti ingrandivano gli occhi nocciola, tante volte in fila al bancone del supermercato con la tua sportina, tante volte lungo la via, con le buste della spesa e un sorriso gentile... e  tutte le volte mi hai salutato, fermato per chiedermi notizie... per sapere come andava la mia vita incasinata. 
La vita... quella vita che a volte è così sorda, muta, zoppa e non premia le anime belle.

Ciao, dolce Maria... ti ricorderò sempre con affetto e nostalgia.

mercoledì 27 marzo 2013

MALOCCHIO


Ieri mattina, parlando con i colleghi di crisi economica e di locali commerciali che abbassano le saracinesche,  Salvatore, il cuoco napoletano, ci ha spiegato come si fa a Napoli per benedire un locale, un ristorante, un negozio quando si teme qualcosa (crisi, malocchio, sfortuna in genere). 
La soluzione ideale è quella di chiamare un sacerdote gay. 
Io, Wilma e Claudia ci siamo guardati negli occhi increduli e dubbiosi. 
"Ma scherzi, vero?" chiedo io.
"No, no... è proprio così. Chiami un sacerdote gay e risolvi tutti i tuoi problemi."
"E come lo capisci che un sacerdote è gay?"
"Eeeee... guagliò, si capisce... qui nessuno è fesso!" mi risponde lui facendomi l'occhiolino.
"E io che pensavo che il top fosse un sacerdote con la pancia o con la gobba..."
"No, dev'essere gay se vuoi che la benedizione funzioni!"

Dopo questa notizia ho pensato ad alcune cose per spiegarmi il momentaccio che stiamo vivendo:
1- con tutte le attività commerciali che chiudono forse la benedizione di un sacerdote gay non è così infallibile come pensa Salvatore.
2- il numero di sacerdoti gay è decisamente insufficiente per soddisfare l'elevata richiesta di benedizioni in questo periodo drammatico per l'economia.
3- non esistono sacerdoti gay.
4- la sfiga guarda più allo spread che alla sessualità dell'uomo di chiesa.
5- a Napoli hanno molta fantasia.

lunedì 25 marzo 2013

ESSERCI DENTRO


Ho iniziato il nuovo lavoro il 22 marzo e in questi giorni il mio tempo è stato travolto dai ritmi imposti dal ristorante. Nuovo menù, nuova organizzazione, nuovo personale, nuovo boss, nuova filosofia... oserei dire... nuova vita. Mi metto alla prova ancora una volta e spero di cadere in piedi senza rompermi troppe ossa. 
Vivo di precarietà come molti italiani, ma avere per boss la cantante di un gruppo underground molto amato e seguito in tutta europa (tra l'altro fidanzata con un giovane scrittore talentuoso), e avere un cuoco napoletano, un pizzaiolo siciliano dai mille saperi (prepara tutti i giorni il pane aromatizzato nei modi più fantasiosi) e Wilma... l'anima e il cuore del locale...è, come dire, una spinta energetica che mi mancava da anni. C'è un clima sereno, amichevole... si ride, si scherza e ci si fida uno dell'altro. Mi gestisco gli orari in base a quello che devo fare (cosa impensabile nella ristorazione) e ho le chiavi del locale (come tutti gli altri) per aprire e chiudere quando voglio senza restare legato a nessun altro. C'è un clima famigliare, con il piccolo Ernesto che balla appena sente un po' di musica, e il fratellino più grande che ama disegnare sui fogli giganti usati per portare la pizza in sala su un tagliere di legno. 
Il guaio è, com'è normale in questo lavoro, il poco tempo per leggere e scrivere. 
Sono in stand-by... tutta la mia energia ora è concentrata su questo nuovo impegno. 
Provo la stessa emozione che si prova davanti a un'opera d'arte bellissima: ti sembra strano esserci davanti, anzi, ti sembra strano ESSERCI DENTRO!

sabato 23 marzo 2013

giovedì 21 marzo 2013

I GIOCATTOLI DEI BAMBINI


Guardando le foto di questo post, con tanti bambini di diverse nazionalità in posa con i loro giocattoli preferiti, ho pensato a quanto i giocattoli, per un bambino, rappresentino molto di più di un oggetto inanimato. 
C'è chi ha la camera piena di giochi preziosi e chi, nella sua capanna, stringe solo una rana di pezza, una bambola storta o una paletta colorata per improbabili castelli di terra. La fantasia non ha limiti...
Vi ricordate un gioco della vostra infanzia che avete amato in modo particolare?
Io sì, si chiamava Andrea... ed era un Cicciobello a cui staccai la testa a furia di stringerlo forte per addormentarmi nel mio lettino. 
Avevo solo 3 anni e già amavo con tutto me stesso. 










domenica 17 marzo 2013

IL DIAVOLO CINESE


Ieri sera sono andato a mangiare al ristorante cinese dopo più di un anno - forse due - che non ci mettevo piede. Mi hanno convinto un gruppo di amici che ci vanno spesso e si trovano benissimo. Il ristorante è gestito da una coppia ormai storica in città. I nomi italiani sono Maria e Gino. Quelli originali ce li hanno detti più di una volta... ma non ce li ricordiamo mai. Il locale era pieno. Ci hanno fatto accomodare in un tavolo rotondo con l'alzata centrale che ruota e permette a tutti i commensali di prendere bibite, salse e tutto quello che serve. I miei amici hanno scelto la sala buffet - una novità arrivata in città da un bel po' di tempo, ma che io, tanto per cambiare, non avevo ancora provato - per mangiare con 12,90 euro fino allo sfinimento. 
Inizialmente ho pensato: "Ma che palle! Mi devo alzare facendo lo slalom tra tavoli e sedie...", dopo pochi minuti di smarrimento (non amo le novità a tradimento!) mi sono adeguato e seguendo gli amici navigati, ho preso il mio piattino e l'ho riempito di pseudo cibo giapponese (al cinese?), polpette di riso, involtino primavera (quella che tarda ad arrivare), frittatine di piselli, insalata di mare con surimi freschissimo, raviolo - freddo - di carne e altre cose non meglio identificate. 
Sono tornato al mio posto e ho iniziato a mangiare. Ero arrivato a consumare solo metà piattino e i miei amici avevano già spazzolato via la prima porzione abbondante di cibo... e allora vai con la seconda. Io me la sono presa comoda. Non amo mangiare di fretta... mi rimane tutto sullo stomaco. Finito il mio "antipasto", mi sono rialzato scomodando i vicini di posto, e mi sono diretto al buffet. 
Questa volta ho scelto un po' di spaghetti di soia, del pollo alle mandorle, della carne di maiale in agrodolce, un altro involtino primavera (può essere propiziatorio per la bella stagione), uno spiedino di carne e verdure e del pesce fritto. Un po' di tutto senza esagerare. Sono tornato al mio posto e ho mangiato tutto... lasciando solo lo spiedino che non era fatto di carne, ma di pezzi di lardo freddo... bleah! 
Il mio terrore era lasciare qualcosa nel piatto, infatti, se sprechi, paghi una multa di 20 euro. Allora ho diviso le varie parti dello spiedino e li ho sparsi tra i piatti vuoti lasciati sul tavolo. Un pezzo di peperone qui, un pezzo di lardo là. Ho bevuto birra, mangiato un cubetto di torta al cioccolato made Eurospin... almeno a sentire i miei amici che si sono buttati invece su frutta e gelato misto. Niente caffè e niente grappe. Io mi sono fermato a due piatti... ero sazio e non sentivo il bisogno di mangiare altro. Tutto troppo salato, condito, fritto... per non saziarti velocemente. 
La ristoratrice Maria si è seduta al nostro tavolo e ha chiesto al mio amico Stefano notizie su un altro locale cinese, appena aperto in città, che lavora sempre con il buffet. Quando il mio amico le ha parlato male del locale e della qualità del cibo, lei si è sfogata e ci ha rivelato che "quella famiglia non è famiglia che sa lavorare... loro vendono vestiti... ristorante più complesso... io lo so che lo faccio da anni... pochi mesi e chiudono... sì, sì!".
E certo Marì... tu sei una forza e chi ti ammazza! 
Era così contenta della critica negativa ai concorrenti, che ci è andata giù di brutto con il timbro dei punti e, visto che c'era, ci ha regalato un biscotto della fortuna a testa. Usciti dal ristorante siamo andati a bere qualcosa in un altro locale e dopo un po' di musica, di cazzate e di birra... sono tornato a casa. 
Ovviamente, il fantasma cinese non mi ha lasciato solo... il cibo ha lavorato dentro di me per tutta la notte e quello che è successo nel segreto della mia camera da letto non posso rivelarlo a nessuno... anche perché, ne sono sicurissimo, avete già capito che l'esorcista non mi avrebbe potuto aiutare a placare il diavolo dentro di me. 

P.S. - il biglietto contenuto dentro il mio biscotto della fortuna diceva così: "Lei è benvenuto in ogni giro".
Il messaggio è criptico... può voler dire tutto e niente. Benvenuto dove? In un giro di buffet? Oppure dove? Lo prendo come un buon segno... oppure mi devo preoccupare?