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domenica 3 febbraio 2013

LA REGOLA DELLA KATANA


Ieri ho passato, da un punto di vista strettamente letterario, una giornata ambivalente: iniziata con un'email che mi ha buttato giù (ma perché siamo così fragili quando si parla della materia evanescente dei sogni?) e finita con un incontro entusiasmante alla Libreria Azuni, dove ho potuto conoscere, e soprattutto ascoltare, il fumettista Massimo Dall'Oglio, creatore di un'opera free (libera, gratuita e...sparsa nel web) intitolata SPRAWL. 
Ascoltare la sua visione di cosa dev'essere un fumetto, percepire la sua immensa passione nello sguardo, nelle parole, nei gesti...capire quanto è dentro il suo lavoro (un lavoro speciale: "Perché fare fumetti è una figata!", come lui stesso ci ha confidato), mi ha emozionato e scosso dal torpore in cui ero caduto solo poche ore prima. 
Una frase su tutte mi è rimasta impressa a fuoco nella mente: quando hai un'idea in testa...la devi realizzare a tutti i costi...è una cosa necessaria. 
Ecco, si parla di urgenza, di visione delle cose, di essere fedeli alla propria idea di storia, racconto, narrazione...a volte anche andando contro quello che gli altri - editori-lettori - pretendono da te. Si sa che il mercato fumettistico italiano è piccolissimo, asfittico e gravato da regole e limiti non solo stilistici, ma anche contenutistici. 
Per questo motivo - e non solo - Massimo ha deciso di fare un salto in avanti: disegnare e scrivere (e autore anche dei testi) storie che lo rappresentino davvero e poi...poi si vedrà dove si cadrà dopo il balzo. 
Una scelta forte, coraggiosa, ma che nasce da un'esigenza intima, personale, totale: c'è un mondo che chiede di essere raccontato, illustrato, svelato. 
Massimo crea anche le musiche abbinate a ogni singola storia: non si tratta di una vera e propria colonna sonora da ascoltare mentre si legge (odia i siti e i blog dove appena si entra parte la musica), ma di un suo modo personalissimo di visualizzare le storie, le tavole che deve disegnare, la notte, prima di andare a dormire (pare che la sua ragazza non sia molto felice di questo curioso escamotage tecnico). 
La sua frase speciale è stata importante per farmi capire che dobbiamo avere il coraggio di seguire la NOSTRA IDEA...ascoltare i consigli, i pareri...ma non diluire mai la nostra visione delle cose. 
Qualche giorno fa un'amica scrittrice (non faccio il nome per discrezione) mi ha regalato un'altra chiave per entrare in un mondo tutto nuovo, e lo ha fatto cazzeggiando su facebook.
Io: ho un'idea per un noir...ma non sono esperto di procedure della polizia, burocrazia, pratiche, regole ecc.
Lei: io me le invento. 
Io: come te le inventi?
Lei: se ti chiedi come una katana può salire su un aereo...non giri KILL BILL. 
Sarà una stronzata...eppure, questa semplice frase, mi ha fatto capire molte cose. 
A volte ci fermiamo davanti all'ovvio...e non osiamo andare oltre. 
Il noir non l'ho scritto...l'idea è ancora lì. Più un personaggio che una storia completa: so soltanto com'è, come veste e cosa pensa. Tutto il resto galleggia da qualche parte in attesa di essere portato alla luce. 

Ora che sono arrivato alla fine mi chiedo: questo post l'ho scritto per parlare di cosa?
Forse di niente.
L'ho scritto semplicemente per parlare con me.
A volte succede...

Se siete curiosi e amanti dei fumetti "tosti"... fatte un salto nel sito di...



...basta cliccare sull'immagine...non ve ne pentirete!

domenica 4 novembre 2012

GIRA LA RUOTA

 
Qualcuno dice: hai voluto il triciclo?
E allora pedala!
 
E io, infatti, pedalo e sono felice di farlo.
Ho finito un romanzo complesso e ora, dopo mesi di lavoro, posso finalmente plasmare il materiale, rifinirlo, smussarlo, rielaborarlo.
Domani lo riprendo seguendo i consigli dei primi lettori di fiducia (non potete immaginare quanti refusi, errori, ripetizioni possono rimanere tra le righe nonostante i tuoi infiniti controlli!) e dopo qualche giorno di riposo lo stampo e lo rileggo su carta.
Posso assicuravi che l'effetto cambia notevolmente.
Hai una sensazione di controllo - direi quasi materico - che sullo schermo del pc è difficile raggiungere.
 
Ho quindi tra le mani questo progetto in divenire, e spinto da un impulso incontrollabile, ne ho iniziato subito un altro.
Non funziona sempre così.
Di solito le idee ristagnano.
Forse, nella mia vita, c'è una forza che preme per essere espressa...raccontata...esplicitata.
Non lo so spiegare.
 
Frugando su vari blog che parlano di letteratura ho trovato un decalogo di Etgar Keret che spiega cosa è l'azione dello scrivere a chi ama scrivere.
 
1. Godi della scrittura.
Gli scrittori raccontano sempre quanto sia duro il processo di scrittura, e quanta sofferenza provochi. Mentono. Alla gente non piace ammettere di godere del proprio lavoro. Scrivere è un modo di vivere un’altra vita. Molte altre vite. Le vite di un’infinità di persone che tu non sei mai stato, ma che sono assolutamente te. Ogni volta che ti siedi e affronti la pagina e provi a scrivere - anche se non ce la fai - sii grato per l’opportunità che hai di espandere lo scopo della tua vita. È divertente. È figo. È dandy. E non lasciare che nessuno ti dica il contrario.

2. Ama i tuoi personaggi.
Perché un personaggio sia reale, deve esistere almeno una persona al mondo in grado di capirlo e di amarlo, non importa se approvando o meno quello che fa. Tu sei la madre e il padre dei personaggi che crei. Se non li ami tu non li amerà nessuno.

3. Quando scrivi non devi niente a nessuno.
Nella vita se non ti comporti bene vieni sbattuto in galera o in un istituto, ma nella scrittura si può fare tutto. Se nella tua storia c’è un personaggio che ti attrae fisicamente, bacialo. Se c’è un tappeto che detesti, brucialo nel bel mezzo del soggiorno. Quando scrivi puoi disintegrare i pianeti e sradicare intere civiltà con uno schiocco di dita, e un’ora dopo la signora del piano di sotto ti rivolgerà ancora il saluto.

4. Comincia sempre dal centro.
L’inizio è come il bordo di una torta bruciacchiato dalla teglia. Puoi averne bisogno per ingranare ma non è davvero commestibile.

5. Cerca di non sapere come va a finire.
La curiosità è una forza molto potente. Non perderla per strada. Quando stai per scrivere una storia tieni sotto controllo la situazione e i bisogni dei tuoi personaggi, ma lasciati sempre sorprendere dalle svolte della trama.

6. Non usare niente solo perché “si fa così”.
Gli a capo, le virgolette, i personaggi che mantengono lo stesso nome anche se hai girato pagina: sono tutte convenzioni che esistono per servirti. Se non funzionano lasciale perdere. Il fatto che una regola sia stata applicata in ogni libro che hai letto non significa che debba essere applicata anche nel tuo.

7. Scrivi a modo tuo.
Se provi a scrivere come Nabokov, ci sarà almeno una persona che l’ha fatto meglio di te (si chiama Nabokov). Ma se scrivi a modo tuo sarai sempre il campione del mondo dell’essere te stesso.

8. Assicurati di essere da solo nella stanza dove lavori.
Anche se scrivere al bar suona romantico, avere altra gente attorno a te ti rende conformista, che tu te ne accorga o no. Quando in giro non c’è nessuno puoi parlare da solo o metterti le dita nel naso senza problemi. Scrivere è mettersi le dita nel naso, e in mezzo alla gente la cosa non viene naturale.

9. Lasciati incoraggiare dalle persone a cui piace quello che scrivi.
E prova a ignorare tutti gli altri. Quello che hai scritto semplicemente non è per loro. Non importa. Il mondo è pieno di scrittori. Se cercano bene ne troveranno uno che li soddisfa.

10. Ascolta tutto quello che ti dicono ma non dar retta a nessuno (a parte me).
La scrittura è il territorio più privato al mondo. Nessuno può insegnarti come ti piace il caffè, e nessuno può insegnarti come scrivere. Se qualcuno ti dà un consiglio che suona bene e senti che è giusto, usalo. Se il consiglio suona bene e senti che è sbagliato, non ci perdere nemmeno un secondo. Potrà andar bene per qualcun altro ma non per te.

Perfetto direi, no?
Quali punti trovate vicini a voi?
Il primo è da prendere al volo...subito...adesso...per la prossima riga che scriveremo.
E io di righe ne ho ancora tante dentro la testa.
E non sono righe da sniffare...eh! 

Sayonara!