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domenica 8 dicembre 2013

IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA


In questi giorno il mio libro DOMANI SARÀ UN GIORNO PERFETTO è presente alla Fiera della media e della piccola editoria, ovvero, Più libri, più liberi, che si tiene a Roma, nel palazzo dei congressi all'Eur. 
Siamo arrivati alla seconda edizione e nei prossimi mesi, con la Farnesi Editore, speriamo di camminare ancora un bel po' con questo libro che per me rappresenta un salto verso l'ignoto. C'è dentro tanto di me... c'è passione, dolore e anche speranza. C'è quello che volevo raccontare. E soprattutto c'è il seme di quello che spero continui a crescere nel mio giardino di sogni e fantasie. 
Ho fatto diverse presentazioni, ho incontrato tanti lettori, ho collaborato con delle persone stupende che non ringrazierò mai abbastanza, ho conosciuto librai, giornalisti, scrittori, bibliotecari, appassionati, malati di parole... e ho cercato di tenere botta nonostante la mia timidezza e la mia eterna inadeguatezza. 
La mia storia, piccola e intima, ha deluso sicuramente molti addetti ai lavori. E a tutti i silenzi che interpreto come delle delicate omissioni per non ferirmi, posso solo rispondere con le belle parole che mi sono arrivate in mille modi dai lettori che mi hanno dato fiducia. Perché non sai mai dove può arrivare una storia. Ti illudi di controllarla, ma lei, alla fine, fa quello che vuole.
Leggo sempre tantissimo. Sono curioso e insaziabile. Mi piace scoprire cosa scrivono scrittori lontanissimi e a volte vicinissimi alla mia sensibilità. E alla mia naturale insicurezza, dico... molla la presa... dammi aria e fammi godere queste piccole gioie. 

Da qualche giorno ho ripreso un progetto abbozzato nel mese di giugno. Non sarà facile questa nuova sfida. So già che dovrò sudare parecchio per portare a casa la storia. Ci vuole pazienza. Ci vuole tempo per ascoltare la voce dei personaggi. Ci vuole orecchio e naso per riconoscere l'odore del tuo nuovo mondo. Uno scrittore lavora anche quando vive. Se non vive non c'è linfa e non c'è fuoco per far camminare le storie future. Oggi mi ci sono bagnato le mani e i piedi in questa storia. Mi sono incazzato davanti alla pagina bianca per quel silenzio ostinato che non mollava la presa, e alla fine, non so come, qualcosa è arrivato. Un ricordo... una sensazione... e le parole sono scivolare fuori come onde. 
Molti lettori mi chiedono: quando uscirà il prossimo libro?
E io rispondo: non c'è nessuna fretta. Ancora non mi sono fatto il fiato per arrivare al traguardo con le braccia alzate al cielo. 

In questo momento non sono solo nel silenzio di questa sala immensa. 
Loro, i personaggi, mi guardano come tanti fantasmi e mi sorridono. Qualcuno suona una musica malinconica e una mano sottile mi chiama per danzare... solo stelle e parole... vedi? Solo stelle e parole... 

Prego maestro...

venerdì 15 febbraio 2013

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE


Sono schiavo della mia mente. 
Lo sono da sempre... però, ultimamente, The Brain, inizia a prendersi un po' troppo spazio. 
Dopo mesi di scrittura mi sono fermato e ho cercato di capire cosa era davvero necessario per il mio benessere. 
Ho scritto un racconto per un contest e sono contento del risultato finale. 
Non amo scrivere racconti, e non amo farlo perché non ci riesco... le mie idee hanno bisogno di più spazio per evolversi; con i racconti ho sempre l'impressione di contenermi, limitarmi... 
Questa volta l'idea è arrivata: chiara, lucida, precisa. 
Ho scritto il racconto tenendo presente il limite di battute e, tagliando e pulendo, ho portato a casa il risultato.
Io scrivo per immagini - non a caso, molti lettori, mi dicono che il mio stile è parecchio cinematografico - e quando VEDO una storia ho già fatto buona parte del lavoro. 
Mi tocca solo sedermi, con pazienza e volontà, per dare corpo alle mie visioni. 
Dopo giorni di letture (leggo moltissimo e Simenon è il mio compagno di viaggio preferito ultimamente), questa mattina, mi è nata un'idea... un'immagine... ci ho pensato e mi sono detto: ecco, sei proprio fuori di testa!
In realtà, ho un progetto più complesso in stand by... ci penso da un po', devo solo trovare la spinta giusta per buttarmi dentro il vortice della storia. 
Ho paura di non farcela... di non avere la forza per affrontare l'impresa. 
L'idea nuova è più leggera, solare, positiva... forse più adatta al mio blocco emotivo.
Scrivere è un salto nel vuoto... sei sicuro di sapere dove cadrai con il tuo paracadute e invece... dopo pochi metri di volo... tutto si confonde e si altera nella tua percezione degli eventi.
Mi è stato chiesto di esprimere con una frase breve il mio pensiero su cosa è per me scrivere... ho risposto così...


E ci credo fermamente. 
La scrittura mi ha salvato dal vuoto, dalla depressione e dalla solitudine nera.
Non tutti lo capiscono.
Ci sono abituato.
Ma se riesci a ridere, se riesci a piangere, se riesci a fermarti nel silenzio della notte con una parola che pulsa come un neon, se pensi ai personaggi come a delle persone vere, se desideri viaggiare... e con la fantasia ci riesci benissimo senza portarti dietro nessuna valigia, se in un foglio puoi essere quello che hai sempre desiderato diventare nei tuoi sogni di bambino, se con la penna puoi gridare quello che con nessuno ammetteresti mai... neanche con un sussurro... allora, forse, e ripeto... forse... qualcosa vive in te.

sabato 19 gennaio 2013

IL LATO BUONO DELLA STAMPA


E così il corso di Editoria è giunto alla fine. 
Ultima lezione: abbiamo parlato di come si stampa tecnicamente un libro. 
Stampa Offset o stampa digitale. 
Libri cuciti (Filo refe) o libri incollati (fresatura). 
Carta di scarsa qualità (bianca, spesso lucida...poco adatta per la narrativa e più indicata per i testi scientifici) e carta bella al tatto, calda, color avorio...quella carta che quando apri un libro ti regala subito una bella sensazione e ti spinge ad amoreggiare con le pagine. 
Lastre per la stampa e il procedimento che porta alla creazione del fascicolo (segnatura) che è 1/16, perché normalmente contiene 16 pagine. 
Le lastre sono molto delicate e bisogna conservarle e proteggerle in caso di nuove ristampe. Anche il deposito delle lastre è un costo che pesa sulla stampa, per questo, con la stampa offset, più si stampa, e più si risparmia, perché si ammortizzano i costi. Con la stampa digitale le pagine sono incollate (non si crea il fascicolo), non c'è il costo delle lastre e il problema del deposito, e inoltre, meno si stampa, più si risparmia. Quindi sono scelte editoriali completamente diverse.
E' importante, quando si compra un libro, capire se l'oggetto libro vale il prezzo di copertina o se, dicendolo in parole povere, ci stanno infinocchiando. 

La seconda parte della lezione, la più entusiasmante, è stata gestita dallo scrittore Alberto Capitta (anche autore teatrale, regista e attore) che ci ha parlato del suo lavoro, dei suoi inizi e della fatica che deve fare un esordiente per farsi leggere da qualcuno. Illuminanti i suoi racconti: le attese infinite, le promesse non mantenute, gli agenti, le lettere di rifiuto, il tempo sospeso, la fragilità dell'autore - quando sei ancora ignaro della crudeltà del meccanismo e vivi tutto con un'ingenuità quasi naif - i rapporti con le librerie, la diffidenza, i sorrisi falsi e cortesi. 
Col tempo, poi, si capiscono le regole del gioco e si è più pronti ad affrontare i marosi improvvisi. Mi è piaciuta la leggerezza delle sue parole, la spontaneità, il tono lieve e amichevole, la lucentezza dello sguardo, l'amore per le storie e per la parola magica che può accendere un'intera pagina, la passione per la documentazione e l'amore folle per la natura, sempre presente nei suoi libri. 
Ho capito ancora più di prima che si scrive per necessità...la pubblicazione è un premio, un traguardo importante...è a quel punto, inizia il casino, la vera sfida. E' stato utile ascoltare le tribolazioni dei suoi inizi. In giro per le librerie a portare il primo romanzo, edito da una piccolissima casa editrice, aiutato dalla moglie, attendere lo squillo del telefono per sentirsi dire: ci porta altre 10 copie? Presentazioni, incontri, viaggi impossibili...un'avventura folle e carbonara, capace di entusiasmare e farti disperare. 
Alberto cerca di comunicare con semplicità la passione per la scrittura e lo fa anche con i suoi laboratori di scrittura creativa. 
Se avrò tempo e modo, mi sono ripromesso di seguire il prossimo corso...in fondo non si finisce mai di imparare. 


La serata è finita con una pizzata con tutti gli amici del corso e le nostre super insegnanti...Luana e Silvia.
Una perfetta conclusione dopo tre lunghi mesi di corso...inseguendo parole, sogni e storie...che sono finiti più velocemente di quanto pensassi.