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martedì 8 luglio 2014

SELFIE O BIRRETTA?














La moda del selfie imperversa e nessuno - o quasi - è immune dal contagio. 
Tutte le occasioni sono buone per immortalare un momento che per noi - e solo per noi - ha una qualche importanza. 
A casa, in bagno, in camera da letto, nel camerino di un negozio, in palestra - la palestra è un must del fenomeno -, in ascensore - tutte le superfici riflettenti stimolano il fenomeno -, da soli, in coppia, in gruppo, in vacanza, al lavoro, con i figli, con l'animale di casa, i nonni, il boyfriend o girlfriend... insomma, ormai è davvero impossibile non aprire un qualsiasi social-network e non imbattersi in una valanga di selfie più o meno divertenti o geniali.
I miei scatti sono quasi sempre circoscritti ad attimi particolari sul lavoro. Mi imbarazza un po' fotografarmi in pubblico o in certi contesti sociali. Alcuni miei amici, invece, sono dei veri maestri del fenomeno: riescono sempre a scattare selfie fighissimi dove tutti escono benissimo. Io, neanche a dirlo, ho sempre una faccia da idiota!
Adesso ho letto che è esplosa la moda di fotografarsi il culo e, ultimo grido, anche quella di immortalarsi la faccia senza trucco - a Hollywood le Star fanno a gara per pubblicare il loro scatto-verità - e a volte, immagino, le cose si possono confondere e sovrapporre. 
Io vivo il selfie come una piccola coccola un po' stupidina che ti fai in un momento di gioia o tristezza... una coccola che lanci verso il mondo virtuale che ti circonda, sperando che poi ritorni con tanti smile a destinazione.
Perché è sempre più vero che la voglia di farsi amare non passa mai di moda... selfie o non selfie... ma qua, ormai, si vive di "I like" e condivisioni. 

P.S.- continuo a pensare che una birretta con un amico, anche senza dirsi chissà cosa, resta il selfie mentale ideale per stare bene con se stessi. Senza ansia e senza fretta. 

P.S. 2 - ovviamente, se proprio scappa la voglia di uno scatto selvaggio, c'è sempre la possibilità di farsi un selfie al bar mentre ci si beve la birretta con l'amico. 

lunedì 31 marzo 2014

VACANZA IN AMMOLLO


L'idea di andare alle Terme - a dire il vero di tornare sul luogo del delitto - mi girava da tempo nella testa, poi, grazie a due amici. Stefano e Graziano, che hanno vinto un soggiorno termale con i punti di Nonna Isa - io ho vinto un'insalatiera... GULP! - ho preso la decisione da così tanto tempo rimandata: si prenota e si parte. E così io, Giammy, i due culoni baciati da Nonna Isa e Antonio, siamo partiti verso le terme di Fordongianus una bella mattina di sole - venerdì 28 - con le nostre valigie e i nostri buoni propositi di non fare un'emerita cippa per i 3 giorni successivi. 

Ps: incredibile... ci siamo riusciti benissimo!

Siamo arrivati alle 15 di venerdì. Il tempo di registrarci al ricevimento, di prendere possesso delle nostre camere vista parcheggio (il pacchetto più economico) e ci siamo infilati il costume, abbiamo indossato l'accappatoio lager (che rende tutti uguali eliminando forme, rotondità e muscoli) e siamo scesi ciabattando verso le piscine termali. Aperta la porta il vapore ci ha stasato i pori della pelle e allontanato per sempre i punti neri e l'espressione fiacca di chi ha troppo stress da lavoro da smaltire dalla faccia. Siamo andati alla ricerca di un lettino dove appoggiare le nostre cose; trovato un angolo libero, abbiamo sfilato l'accappatoio e indomiti siamo andati alla conquista della prima vasca, quella interna, per prendere confidenza con la temperatura e l'ambiente. Io, graziato dalla natura, ero l'unico che non dovevo indossare la cuffia - un altro elemento di livellazione estetica che rende tutti simili e annienta le differenze - e potevo immergermi senza problemi (capitava che qualcuno si dimenticasse la cuffia e venisse subito rimproverato dal bagnino o avvisato da un altro bagnante). Che dire? Il primo impatto è sempre sconvolgente: una vasca calda che sbuca all'esterno in un giardino, dove nuotare, galleggiare, parlare, dormire, esercitare i muscoli fiacchi con l'acqua-gym due volte al giorno, è un mondo a parte dove i bambini si scatenano con una goduria particolare. Io ho seguito solo una lezione di ginnastica acquatica. Provate a muovere gambe e braccia a ritmo di musica in ammollo per un'ora buona e poi mi dite se è facile o meno. Il sabato ho preferito fare il percorso della SPA con le saune, le docce emozionali, la sala relax con le tisane, l'idromassaggio... uno di mattina e uno di pomeriggio, con alcuni pro e contro. 
I pro: il piacere della sauna umida per abituarti al calore, la bellezza del bagno turco che sale a 70 gradi e ti fa sentire da Dio, lo shock della caverna termica che arriva a 90 gradi e ti toglie il respiro (ho resistito 5 minuti), la goduria delle docce emozionali che rifaresti mille volte, la sauna finlandese dove può capitare di fare delle piacevoli chiacchierate, l'idromassaggio che hai sempre sognato a casa, la sala relax con delle tisane calde che ti rilassano ulteriormente... per un angolo di pace tutto per te.
I contro: tutto quello che ho raccontato rovinato da delle persone incivili che nelle saune urlano, schiamazzano e non rispettano gli spazi di chi vorrebbe rilassarsi senza chiacchiere stupide da supermercato - mi sono evitato commenti e reazioni o ci sarebbe scappato il morto- e una combriccola di allegre fanciulle che pensavano di aver incollato i propri deretani all'idromassaggio da qui all'eternità. Anche in questo caso mi sono trattenuto dal rispondere quando, fregandosene di chi aspettava la fine del loro ennesimo ciclo, hanno premuto di nuovo il pulsante con la scusa che una delle 4 oche era entrata a ciclo iniziato. A quel punto è partito Giammy che le ha fatto lavaggio, stiratura, permanente in due soli minuti. Piccolo ma determinato quando ci si mette il nostro Giammy! Quando abbiamo finalmente sbloccato la situazione, gli altri ospiti in attesa hanno acceso i ceri alla Madonna della Sauna e la responsabile che seguiva il centro benessere ci ha ringraziato in aramaico antico. 

Però, a parte questi piccoli incidenti, siamo stati bene. Ho dimenticato persino la mia dieta e ho mangiato concedendomi anche la pasta con il sugo di lepre - a pranzo - e con le vongole . a cena - e una fetta di torta a colazione. Mi sono evitato il pane e gli alcolici. Mangiare tutti insieme è sempre divertente e con le storielle assurde di Stefano c'era sempre qualcosa per cui ridere. Be', molto materiale ce lo fornivano anche gli altri ospiti seduti intorno a noi. Da un tipo sui 60 anni che sembrava uscito da una puntata di "Starsky e Hutch" e il suo amante adolescente con i capelli colorati di un improbabile color melanzana, alla coppia depressa che non parlava e fissava soltanto il nostro tavolo, ai due vedovi che cercavano una finlandese nella sauna finlandese (gli è andata male!).

Un altro aspetto interessante è che non sai mai chi puoi trovare alle terme. Io, dopo anni che non lo vedevo, ho incontrato un amico di Cagliari che il venerdì pomeriggio, in ammollo, non avevo notato: quando dico che le cuffie rendono tutti simili non scherzo. Ci siamo riconosciuti all'ora di cena e fare amicizia con il suo gruppo è stato divertente. Il sabato abbiamo fatto lunghe chiacchierate nella piscina esterna parlando di tutto e di più... vecchie conoscenze, libri, cinema, Ikea (incredibile ma vero) locali e aggiornamenti vari sulle nostre vite. 
Una cosa che ho notato è che nell'acqua delle terme le unghie crescono più del normale: una settimana di vacanza e mi sarei trasformato in Wolverine. Un'altra cosa curiosa è la mancanza di uccelli. Questa cosa me l'ha fatta notare Graziano: "Carlo, ma hai notato che non ci sono uccelli? Non ne ho visto neppure uno da quando siamo arrivati... secondo me li ammazzano per impedirgli di volare sulle piscine e scagazzare l'acqua termale!" 
E io - ridendo: "Mi vuoi dire che c'è un cecchino sul tetto che spara a tutti i pennuti che passano nella no-fly-zone?"
E lui: "Mica è normale che non passi nessun uccello in cielo?"
E io: "L'idea del cecchino mi piace molto... ma anche quella di una barriera di energia che li frigge con una scossa elettrica..."
E Antonio interviene dicendo: "Voi pensavate che fosse lepre quella nel ragù dell'altro giorno... e invece..."
Altra risata generale. Ok, il caldo prolungato riduce il cervello in pappa.

Altre curiosità. 
I corridoi molto alla Overlook Hotel... con una spruzzatina di Kubrick.
I bagnanti che scopano in pieno giorno nella vasca esterna e rischiano il linciaggio di un padre di famiglia che deve allontanare i figli per evitargli spiacevoli spettacoli. 
Il cameriere gay segnalato dal Grindr di un amico di Cagliari - un'applicazione del telefonino che individua i gay presenti in zona - che però aveva finito il turno e non poteva fermarmi oltre...
Il personale che ruota di continuo e trovi prima al bar, poi nella sala ristorante, poi di nuovo durante il servizio bar sul bordo piscina... insomma, alla fine li chiamavi per nome e potevi dire di sentirti a casa. 
Gli sguardi e gli ammiccamenti... tutto uno spettacolo di cose inespresse e cose non dette. Molti maritini e fidanzatini apparivano un po' confusi... colpa dei vapori termali.
L'operatore con le sopracciglia ad ala di gabbiano che ha fatto i fanghi a Stefano toccandolo tutto con una perizia invidiabile. 

Mi sono divertito?
Sì... eccome!

Ci vorrebbe più spazio per le pause. 
Voi cosa ne dite?

martedì 4 giugno 2013

MA CHE PIACERE!


Mi ricordo che all'inizio guardavo con molta diffidenza il nuovo social-network dove tutti si iscrivevano con grande entusiasmo. 
A chi mi diceva: "Ma lo sai che così puoi rintracciare persone che non vedi da una vita... persino i tuoi vecchi compagni di scuola!", rispondevo: "E perché dovrei ritrovare delle persone di cui mi sono liberato anni fa?"
La mia risposta era ironica, provocatoria e solo in parte sincera.
È vero che non ho mai sentito l'impulso di andare a cercare i vecchi compagni di scuola su facebook: è una parte della mia vita che ricordo con molto poco piacere. Nessuna epica giovanile, nessun romanticismo, nessuna complicità goliardica... ma solo tanta noia, tanta pesantezza e tanto vuoto esistenziale. 
Per me sono stati un'accozzaglia di anni informi, anomali, dove non mi sentivo né carne né pesce, sospeso tra due mondi, in bilico tra maschere grottesche... perciò nulla di veramente memorabile, nulla da festeggiare con uno stupido amarcord in pizzeria. 
Quando incontro per caso un compagno delle superiori (quelli delle medie e delle elementari sono fantasmi lontanissimi... sbiaditi nella memoria) mi stupisco sempre nello scoprire che quelle entità fisiche esistono ancora nella realtà... e semmai esistono con mogli/mariti e figli a carico. Sorridono e mi presentano il/la consorte e tutti i figli (nomi, età, doti e aspirazioni) e poi mi dicono: "Non sei cambiato... ti trovo sempre uguale!"
Io sorrido imbarazzato. Loro sono cambiati - e anche parecchio - e anche io non sono da meno, nonostante le loro parole di circostanza. Quello che non appare fuori, scava buchi profondissimi dentro. 

Dopo anni di uso giornaliero del mezzo - alla fine mi lasciai corrompere dalla curiosità - posso dire che non ho ritrovato molti compagni di scuola (in realtà uno solo) ma, con mia grande sorpresa, ho ritrovato... quasi casualmente... degli amici persi nel vortice del tempo.
È difficile dire perché qualcuno sparisca dalla tua vita da un momento all'altro quando, fino a poche ore prima, ne impregnava ogni angolo con il suo odore e la sua presenza.
Sono deviazioni, lutti, perdite che capitano... a volte terribili, altre volte naturali... distacchi che ti rendono orfano o ti fortificano come mai avresti creduto possibile.

Poi, il tempo, lenisce le ferite. Pulisce, purifica e smussa gli angoli. Quello che ti appariva in un modo ti appare in un altro e scopri che non senti rabbia, rancore, odio o amarezza. Solo calma. Una calma quasi innaturale. Sei contento di parlarci ancora e ascolti con vero piacere le novità di una vita che un tempo ti apparteneva come l'aria che respiravi. 

Una volta di più ho imparato che il mezzo è sempre neutro... siamo noi a decidere il suo pH usandolo in modo saggio o in modo maldestro.

Bentrovati amici.

giovedì 14 marzo 2013

MI E' SEMBRATO DI VEDERE UN GATTO!


Il mondo di Facebook è un mondo strano. Parli con persone che non conosci nella realtà e spesso si creano dei legami difficili da decodificare. Può unirti una passione, un cantante, un progetto, un locale, un evento, un personaggio pubblico, un partito, una palestra, un amico in comune... insomma, le occasioni per conoscere persone nuove sono tante. C'è chi usa Facebook per trovare l'amore, chi per trovare sesso o partner occasionali, chi per trovare un amico per non sentirsi solo, chi per divulgare un progetto o far conoscere il proprio lavoro, insomma, in questo immenso mare virtuale naviga di tutto. 
E come nella vita reale può capitarti lo stalker ossessivo che inizia a superare i limiti della cortesia e dell'educazione. Persone che non ti conoscono, con cui parli da pochissimo tempo e nel giro di pochi giorni, ne bastano 2 o 3, iniziano a ossessionarti con una presenza asfissiante e inopportuna. Ti colleghi a qualsiasi ora della giornata (3 del mattino, 3 del pomeriggio, 8 del mattino, 23 della sera) e lei/lui è sempre in linea e dopo 1 minuto 1 ti saluta... "Ciao... come stai? Che fai?"
E tu, anche se hai poco tempo, anche se hai le palle girate, anche se hai voglia di guardarti solo un pornazzo su Youporn per allentare il logorio della vita quotidiana... sei costretto per gentilezza a comunicare con l' onnipresente amica/o virtuale che se abita nella tua città... sono cazzi amari!
Non ci vorrà molto a sentirsi chiedere: "Quando ci conosciamo? Quando ci incontriamo?... e qui e là..."
Tendenzialmente non ho problemi con nessuno - ho conosciuto diversi amici di facebook e sono stato benissimo - ma quando sento-avverto-percepisco un'ansia particolare... ecco, diciamo che cambio subito atteggiamento. 
Ho già dato in passato, signora mia!
C'è molta solitudine... forse è solo questo... ma mi chiedo: se una cosa del genere capita a me che sono un Mr. Nessuno... ad un personaggio pubblico come Tiziano Ferro cosa può capitare?

martedì 13 novembre 2012

LA PAROLA AI TESTIMONI

 
Tutti noi (o quasi tutti) abbiamo un animale domestico che ci fa compagnia.
Cani, gatti, criceti, canarini, pesci rossi, conigli, pitoni, furetti ecc. ecc.
Anedotti, racconti di vita, esperienze comiche, piccoli dolori, vacanze condivise, passeggiate, abbracci, riposini pomeridiani...cosa tutto non c'è nel nostro rapporto intimo con il nostro amico a quattro zampe...e non solo?
 
Mi ha divertito parecchio l'idea di Avilo, che nel suo Blogaccio ha inserito una rubrica dove intervista gli animali dei suoi amici blogger.
Il mio pesce rosso di nome Fortunato è una delle bestiole intervistate.
Leggendo le sue risposte ho sorriso più di una volta e mi sono posto qualche domandina sulla correttezza del mio comportamento: faccio davvero tutto quello che posso per far vivere al meglio il mio pesciolino?