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lunedì 18 gennaio 2016

LA PATENTE CHE NESSUNO TI POTRÀ MAI DARE


Tutti che si riempiono la bocca con la parola BAMBINI. Salvare i bambini. Preservare i bambini. Difendere i bambini. Prima di tutto i bambini. Bambini qui e bambini là. Tutti perfetti, tutti bravissimi, tutti eccelsi quando si parla a vanvera di diritti che riguardano ovviamente qualcun altro. I loro diritti non si toccano che quelli sono divini, naturali, costituzionali, ma soprattutto benedetti dalla Santa Chiesa che con i bambini coltiva da sempre un rapporto privilegiato. 
Come se bastasse possedere un utero e una prostata per trasformare due persone in due buoni genitori. Osservando le cosiddette famiglie "naturali" o "normali", osservando bene i loro bambini protetti da "un sistema standard" che li preserva dallo shock di avere due mamme o due papà (blasfemia!!!)... beh, guardandoli bene (il ristorante è un punto di osservazione piuttosto interessante) mi chiedo dove sia nascosta questa benedetta perfezione tanto sbandierata. 
Spesso mi sono chiesto da solo: "E a questi due nessuno può dire niente solo perché sono geneticamente sdoganati e possono mettere al mondo tutti i figli che vogliono?" E sì, più di una volta mi sono detto: "Poveri bambini!" 

Penso da sempre che fare i genitori sia complicatissimo e richieda una pazienza e una volontà incredibili, un grande amore e una forte determinazione. Pazienza, volontà, amore, determinazione e aggiungerei senso del sacrificio, apertura verso il mondo e un pizzico di incoscienza. E la patente di buon genitore non te la regala nessuno, ne la Chiesa e neanche la Natura: distributore ufficiale di uteri e prostate. 
Rassegnatevi. La patente che sventolate con tanta superbia e arroganza è farlocca e non dimostra un bel niente. Uno stupido fake, una panzana, una vana illusione. 
Urlate pure il vostro dissenso (le caste fanno sempre così quando si sentono toccati sul vivo), ma il mondo va avanti e l'amore se ne frega delle vostre paure e dei vostri pregiudizi. I bambini che tanto volete difendere esistono accanto ai vostri da parecchi anni, ci giocano insieme, condividono lo stesso banco a scuola, si allenano nella stessa piscina e nello stesso campo di calcio e mangiano persino le stesse cose dei vostri pargoli. Non hanno antenne strane e non sono verdi o blu. No, niente di tutto questo. Sono bambini esattamente come i vostri. E quando tornano a casa trovano due genitori che li amano e li crescono con orgoglio. Due genitori e non due uteri o due prostate, come siete abituati a ridurre voi le cose belle della vita. 
Bambini normali quindi, forse un po' più aperti, consapevoli e sereni dei vostri grazie all'esempio trasmesso dai genitori, che non potranno che promuovere e insegnare l'accoglienza per tutte le diversità. E nel mondo, di diversità, ce ne sono davvero tantissime e la maggior parte non riguardano la forma dei genitali.

La patente di essere umano, invece, quella dico, non scade mai e non c'è bisogno di fare domanda per ottenerla. Usatela più spesso per capire il mondo che vi circonda e abbracciarlo con fiducia, amore e condivisione reale. 

Ps. i gay, le lesbiche, i trans e i transgender non arrivano da Marte. Anche loro hanno una mamma e un papà. Seguendo il vostro ragionamento, si potrebbe dire che in questi casi, il nucleo perfetto della famiglia ideale, non ha prodotto i frutti desiderati. Accidenti alla vita che ti frega quando meno te lo aspetti! 

lunedì 17 giugno 2013

CUORE PULSANTE

Ieri mattina, mentre mi preparavo per andare al lavoro, sento un richiamo acuto e insistente provenire dal terrazzo. 
Fuori c'è la gabbia con i miei canarini, Camillo e Meringa, e subito penso a qualche uccello selvaggio arrivato in picchiata per approfittare di un po' di scagliola saltata fuori dalla mangiatoie. 
Ci si mettono anche le tortore a rompere le scatole e sono loro, spesso, a contagiare i pidocchi ai miei canarini - e allora vai con lo spray per aiutarli a liberarsi di questi fastidiosi parassiti - che, incuriositi, li osservano inebetiti chiedendosi da dove saltino fuori quelle "aquile immense". 
Il giorno che vedono un gabbiano cosa fanno? Schiattano di paura? 
"Guarda... un DC 9 con le piume!"

Incuriosito da quel richiamo mi affaccio e cercando con lo sguardo la fonte di quel suono mi accorgo che su un filo del bucato c'è un uccellino di piumaggio scuro che lancia il suo verso con insistenza, guardandosi intorno.
Penso... adesso si accorge di me e vola via.
Scosto la tenda... niente. Lui resta sempre lì a urlare al mondo non so bene cosa.
Sbuco con la testa fuori dalla porta e ancora niente. Non vola.
Esco in terrazzo e lui mi guarda e non spicca il volo.
Mi avvicino e in quel momento noto un uccello uguale a lui, ma un po' più grande, arrivare in planata verso il balcone. 
Quando si accorge di me devia di colpo la traiettoria e si nasconde tra i rami di un albero nel giardino della vicina. 
L'uccellino sul filo del bucato riprende a "gridare" con ancora più vigore.
Capisco in quel momento che si tratta di un cucciolo alle prese con i suoi primi voli.
Con quel verso chiama la mamma e, spaventato, non si muove di un millimetro da quel filo sospeso nel vuoto.
Rientro in casa immediatamente per non spaventarli e permettere così il salvataggio.
Passano due minuti e il richiamo cessa di colpo.
Mi affaccio incuriosito e sul filo del bucato non c'è più nessuno... solo qualche molletta orfana, nient'altro.

La mamma è sempre la mamma... con le piume, la pelliccia, di peluche, con le corna, con la proboscide, maculata o glabra... è sempre lei. 
Il cuore pulsante della nostra infanzia.

giovedì 13 giugno 2013

UN MONDO ARCOBALENO


Io non ci potrò andare come ormai mi capita da troppi anni, però, come tutti gli anni, mi piace ricordare un appuntamento importante: il GayPride. 
Una festa di colori, una sfilata di gioia, una manifestazione di orgoglio e appartenenza, un desiderio di libertà e condivisione. 
Me ne sono fatti tre in gioventù, compreso quello storico dell'anno 2000 - anno del Giubileo - e ricordo ancora con piacere le emozioni provate in mezzo a tante persone comuni che non hanno paura della bellezza splendente dei colori dell'arcobaleno. 
Se non ci siete mai stati, se vi siete preclusi questa esperienza, se giudicate senza aver mai immerso il naso nella realtà delle cose... ecco, regalatevi un week-end a Roma. Un week-end di vita, amore e rivoluzione. 

Inserisco un link di un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO che ho trovato sulla bacheca di un amico. 
Dopo aver letto molti commenti, opinioni... ho espresso la mia idea con semplicità e chiarezza.

"Mi permetto di dire la mia su un argomento che conosco bene. Ho letto l'articolo e mi duole constatare che c'è un'interpretazione falsata di quello che si dice (sempre secondo la mia umilissima opinione). L'articolo parla di uno studio australiano - quindi circoscritto, limitato, legato a un contesto culturale e sociale specifico - che sta monitorando un certo numero di famiglie arcobaleno. Questo studio ha rilevato dei dati e li ha riportati. Non c'è un meglio o un peggio. Ci si permette - basandosi sulle abitudini relazionali di queste famiglie - di affermare che i bambini nati e cresciuti in famiglie arcobaleno, tendono a essere più aperti e più disponibili al confronto su tematiche importanti come bullismo, omofobia, diversità, sessualità, ecc. ecc. E questo perché i temi si affrontano nel nucleo famigliare per far fronte alle inevitabili discriminazioni - piccole e grandi - che i bambini e gli adolescenti tendono a subire nel loro confronto diretto con il mondo esterno. Tutto qui. Io non ci ho letto-visto un sotto-testo che afferma che le famiglie tradizionali crescono figli cretini. Quando si tirano fuori Dio, la Natura, il Pisello e le Patata... ecco, ho chiaro in mente a cosa devono far fronte i bambini delle famiglie arcobaleno... confrontarsi con un mondo che tende sempre a classificarli e giudicarli. Finisco dicendo che mi pare alquanto curioso che un articolo di questo genere accenda in alcuni animi focosi il desiderio di difendere con vigore il valore della FAMIGLIA TRADIZIONALE... come se venisse minacciata da qualcosa di non meglio definito. Sono le famiglie arcobaleno a dover giustificare continuamente il loro diritto di esistere, e non il contrario, e forse, uno studio di questo tipo, può aiutare a capire che si parla solo di amore, ancora d'amore, semplicemente d'amore. Grazie e scusate se mi sono permesso di dire la mia."

Detto ciò... vi saluto con alcune foto rubate a un caro amico... foto scattate durante la manifestazione contro l'omofobia tenutasi a Sassari sabato 8 giugno.

























Ringrazio Giovanni Salis - occhio sensibile e attento - per le sue bellissime foto, rivelatrici di una città che c'è... esiste... nascosta tra le ombre e i silenzi.