I ricordi e le testimonianze si sono alimentate di commozione e riconoscenza.
Le canzoni sono esplose nelle radio e nelle case degli italiani.
La tv ha spolpato gli archivi.
Le immagini dell'ultimo concerto sono state riproposte all'infinito.
Aldo Busi spara a zero sul personaggio Dalla:
Un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotta della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l’omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata. Non vedi l’omaggio alla donna, vedi la ridicola falsità e la necessità estetica per conto terzi che vi soggiace. Ho sempre pensato che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro – le sue interviste sono un vero florilegio di banalità in ossequio alla morale comune e all’autorità costituita, alla maniera di Celentano, che a me non piace nemmeno quando canta – e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo (l’arte, il fine superiore e balle varie) pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata.
Un'opinionista della domenica, durante l'Arena di Giletti, ha cercato di argomentare l'importanza di rappresentare tutti gli affetti e gli amori in momenti così delicati.
Il conduttore ha tagliato corto dicendo che Dalla non ha mai testimoniato una sua precisa scelta sentimentale e sessuale.
Il sito de La Reppublica parla di Marco Alemanno così:
Marco Alemanno, attore, cantante e fotografo, vicino a Dalla da molti anni - era con lui a Montreux il giorno della morte - ha ricordato l'artista scomparso leggendo prima il testo della canzone "Le Rondini" e dedicandogli poi un commosso addio spezzato dal pianto. "Da diverso tempo ho il piacere, l'onore e il privilegio di crescere al fianco di Lucio: il cantante, il musicista, il regista ma soprattutto l'uomo eterno bambino a cui devo già tanto", così Alemanno.
Ho visto il video e confesso di essermi emozionato e di aver pianto per il dolore che vedevo negli occhi e nei gesti di questo "caro amico" di Lucio.
La morte è una livella.
Lo diceva qualcuno molto più importante di me.
E' vero.
La morte non guarda in faccia nessuno e ci rende tutti uguali.
E' la vita a determinare le differenze.
Sempre e comunque.
Dalla non ha mai espresso un suo pensiero sull'argomento.
Le voci giravano da sempre.
Ma erano solo voci.
L'uomo è morto senza lasciare dietro di sè una famiglia...dei figli...dei genitori...delle sorelle...nessuno.
Esiste solo qualche parente lontano che forse erediterà i beni del cantante.
Forse.
O forse andrà tutto allo Stato.
A un convivente non tocca niente.
Niente.
Io non sapevo chi fosse quel ragazzo vestito di nero che piangeva dietro il feretro di Lucio Dalla.
Pensavo che si trattasse di un parente...di un nipote.
La mia iniziazione alla lettura è avvenuta con le nuvole parlanti.
Topolino, Zagor, Lanciostory e Skorpio (grazie alle pubblicazioni dell'Eura ho conosciuto tantissimi autori di un valore incalcolabile) i fumetti Marvel, quelli della DC, Dylan Dog, Nathan Never, Julia e tanti altri personaggi della Bonelli.
Ci sono stati anni in cui compravo così tanto materiale che non riuscivo a stargli dietro.
Ora ho selezionato i miei acquisti per problemi di spazio e di soldi.
Una cosa però mi ha sempre sorpreso nei fumetti: la totale assenza di problematiche e difficoltà squisitamente umane.
Non fanno mai pipì e pupù.
Non hanno mai problemi di digestione.
Non hanno mai un calcolo renale, una brufolo sul naso, una vena varicosa, un'alitosi devastante, una carie perforante, un'erezione incontrollabile.
Certo, rappresentare tutto questo in un fumetto non avrebbe molto senso: a chi può interessare come piscia Batman?
Io sono un caso limite, ma quando mi è capitato di riscontrare qualche aspetto simile tra le tavole di un fumetto, mi sono sentito subito più vicino al personaggio di cui leggevo con passione le avventure.
Questa mattina sono finito a MediaWorld con un amico.
Mentre lui si interessava di una promozione per navigare con l'i-pad anche fuori casa, io gironzolavo nel reparto libri-cd-dvd (il mio regno) per vedere cosa c'era di interessante.
A un certo punto mi cadono gli occhi sul cd di Lucio Dalla.
Lo prendo dallo scaffale, guardo la copertina, leggo i titoli delle canzoni e penso: "Accidenti! Non ho una raccolta seria delle canzoni di Dalla. Questa è una mancanza da colmare in qualche modo".
Tentenno qualche secondo e alla fine rimetto a posto il cd.
Tornando a casa il mio amico mi chiama al cellulare e mi dice che Lucio Dalla è morto per un infarto questa mattina.
CAZZO!!!
Resto senza parole.
Perché tra tanti cd ho preso proprio quello di Lucio?
Sono cose che non si possono spiegare.
Coincidenze appunto...strane, ma sempre coincidenze.
Un Italia invisibile che lavora in silenzio ai margini del mondo per rendere questo mondo migliore.
Ci penso spesso alla mia comoda vigliaccheria.
Alla mia vita che si muove dentro binari conosciuti e consolidati e si indigna per le ingiustizie del mondo senza muovere mai davvero un dito perchè le cose cambino.
Troppo facile fare il rivoluzionario sprofondato sul divano.
Troppo facile donare due euro con un messaggino.
Troppo facile rinunciare a un caffè per costruire un ospedale in una zona di guerra.
Per questo ammiro le persone come Rossella.
Cuori impavidi e generosi che operano nel reale per migliorare la vita a chi muore per mancanza di cibo e cure.
Qui non si parla di rinunce ridicole come quella del caffè al bar.
Qui si parla di scelte e rinunce importanti.
Spero che qualcosa si muova davvero per la liberazione di Rossella.
Spero che i politici e i giornalisti si sveglino.
Spero che non siano sempre e solo i soldi a trainare le azioni dei governi.
Spero che non serva sempre il Fiorello o la Geppi di turno a svegliare le coscienze.
Io con 5 sorelle 5 ho inevitabilmente condiviso i miei giochi con i loro.
Si giocava con soldatini e bambole senza nessuna discriminazione di genere.
Non si contano le Barbie che sono state vestite, spogliate, lavate, colorate e non si contano le Barbie con i capelli bruciati, tagliati, rasati a zero, presi a morsi dal cane o dal gatto.
A volte il foro della testa si rovinava e la testa...plop...non stava più al suo posto e se ci stava era tutta storta e insaccata sul collo.
Ricordo che guardavo con ammirazione le confezioni con i vestiti colorati che venivano esposti all'Upim. Mi colpivano le scarpe colorate e tutte con il tacco.
Barbie ha mai portato le pantofole?
Non credo.
Quando ho visto le creazioni di Salvo Filetti che ha reinterpretato il look della bambola simbolo della Mattel usando i prodotti della l'Oreal, sono rimasto a bocca aperta per il risultato moderno e molto pop e rock. Pettinature che strizzano l'occhio allo stile di molte artiste di fama mondiale.
Vedi Lady Gaga, Kate Perry, Pink ecc.
La Mattel ha fornito le bambole calve e Filetti ha impiantato i capelli veri colorati con i prodotti professionali della l'Oreal e ha determinato lo stile del taglio.
Le Barbie saranno in mostra solo il 1 marzo a Milano, presso gli spazi di Magna Pars in Via Tortona 15, dalle 15 alle 20.30.
ALIAS
P.S. - mi chiedo cosa avremmo combinato con la mia tribù di sorelle con delle Barbie così cool!!!
Il pene dei ragazzi italiani si riduce in modo progressivo con il passare degli anni.
Lo studio è stato portato avanti dal servizio per la Patologia della Riproduzione umana dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretto dal professor Carlo Foresta.
Sono stati presi in esame 2.019 ragazzi (età media 19 anni) e misurando il pene dei volontari si è riscontrato un accorciamento medio del pene di un centimetro rispetto ai coetanei degli anni '50.
Le misure che vengono indicate mi sembrano molto basse.
Nel 1948 la lunghezza media era di 9,7 cm (incredibile!) e nel 2012 è scesa a 8,9 cm (ancora più incredibile!).
Ricordo l'esperienza personale di un'amica che aveva seri problemi con il ragazzo per le dimensioni del suo pene. In erezione arrivava a 8 cm. La storia finì dopo qualche anno per ovvie ragioni. Quando mi raccontò le sue difficoltà a "sentire" il pene del compagno mi consolai per le dimensioni normali del mio. Presi persino una squadretta per controllare quanto fossero realmente 8 cm.
Erano davvero pochi per un pisellino in erezione.
Si dice che le dimensioni non contino in amore e quindi anche nel sesso.
Sarà anche vero, ma come in tutte le cose, è sempre meglio non esagerare.
Ho seguito il Festival di Sanremo come tutti gli anni.
Ecco le cose che ho visto:
Gianni Morandi che sbanda, si perde, dimentica le cose, storpia nomi e titoli, legge il gobbo come se si trattasse del verbo di Dio.
Rocco Papaleo che con le sue trovate a volte riesce a sorprendere la platea e altre si dimentica che i tempi televisivi non sono uguali a quelli teatrali.
La farlallina di Belen con le mutande post-it.
La voce esile della Canalis quando "canta".
Ivanka e il suo ruolo inesistente.
Celentano e le tele-prediche.
Celentano e le sue canzoni.
Celentano e Pupo.
Celentano e la Rai.
Celentano e la beneficenza.
Celentano e gli indici di ascolto.
Celentano e le scuse invisibili.
Celentano e le contestazioni organizzate.
Patty Smith...ho pianto per l'emozione.
Brian May e la sua favolosa sapienza musicale.
Le lacrime di Irene Fornaciari dopo aver cantato accompagnata da Brian May.
Dalla che dirige l'orchestra.
Luca e Paolo (si può dare di più!).
I Soliti Idioti (si può fare di meno!).
Il tormentone "Io amo i gay".
La risposta di Platinette: "Io amo gli etero!"
I vestiti assurdi.
20 euro per perdere la verginità.
La canzone di Vasco per Patty che non si sa se qualcuno ha davvero ascoltato e rifiutato.
Geppy e la sua ironia fulminante (il prossimo anno ricordatevi di lei!).
La canzone di Dolcenera.
La canzone di Arisa.
La canzone di Noemi.
Le scarpe con i tacchi alti.
Le scarpe con i tacchetti di Samuele Bersani.
La voce di Finardi.
Nina Zilli che non mi entra dentro il televisore con le sue cofane di capelli.
I colori super della televisione di Elisa (splendida visione).
Il vino e il merluzzo con i capperi.
Le scale che tutti scendono male.
Loredana Bertè e la sua decadenza inarrestabile.
Emma che urla e vince.
Erica Mou che non vince.
Il bimbo-minchia che invece vince.
I miracoli di Maria De Filippi.
I finti ospiti big.
Il palco.
I fiori fantasma.
Le ore di diretta.
I commenti su twitter e facebook...il vero show!
La voglia di tornare ad ascoltare un disco dei Queen e Lou Reed!
Sono stanco di restare chiuso in casa con la stufa accesa per ore.
Sono stanco di medicine e ospedali.
Sono stanco di non cavarne piede.
Lunedì mi sono trovato in mezzo alla nevicata che ha investito Sassari.
Una città che impazzisce quando cade qualche goccia di pioggia, figuriamoci cosa diventa quando per un giorno interno si convince di chiamarsi Cortina!
Ho camminato sotto la neve per km per raggiungere casa dei miei e riprendere possesso della mia macchina. Ho pranzato e alle 15 mi sono messo in moto con Casper per tornare a casa. Ho guidato pianissimo, mantenendo le distanze di sicurezza ed evitando di usare il freno.
Un pullman mi ha tagliato la strada su una rotatoria e ho visto la mia macchina sciare sul ghiaccio dopo l'inevitabile frenata.
Per fortuna la bassa velocità mi ha permesso di mantenere la rotta senza danni.
Ho usato questa clausura coatta per terminare il mio romanzo.
Almeno lui mi ha saputo tenere compagnia.
Ora lo lascio decantare qualche giorno e poi lo riprendo in mano per vedere cosa va e cosa non va bene. Continua la mia fase di lettura compulsiva. Io che da sempre non riuscivo a leggere più di un libro alla volta, mi ritrovo a leggere mille cose contemporaneamente. Libri, ebook e fumetti. Inizio una cosa e la mollo. Ne prendo un'altra. Poi ritorno a quel libro abbandonato a metà. Intervallo con un fumetto. Mi consolo con un racconto. Insomma...non ho pace. Sono onnivoro e mai sazio. Questa cosa mi preoccupa un po'. Non mi riconosco. Che mi succede?